E’ protesta in via Giotto. A scatenarla è l’ istituzione di un divieto di sosta con rimozione con carro attrezzi che non avrebbe ragione d’essere. E’ questo in sintesi il contenuto di una petizione trasmessa al sindaco di Aversa e al difensore civico, sottoscritta da decine di aversani in rappresentanza di ottocentoquaranta cittadini. Chiedono l’annullamento dell’ordinanza n° 42 emanata il del 28
febbraio dal dirigente della polizia municipale che istituisce il divieto di sosta, con rimozione forzata, sul lato destro di via Giotto in direzione via delle Acacie, fino al civico 81, “Diversamente da quanto affermato nell’ordinanza- scrivono- il tratto in questione è sicuramente dotato di caratteristiche costruttive adeguate sia al traffico veicolare che pedonale. Difatti la strada è larga addirittura otto metri e vi è un senso unico di marcia che sicuramente consente, come in altre vie di Aversa, ampiamente la sosta da ambo i lati senza ostruire il passaggio automobilistico. La strada, inoltre, dispone di marciapiedi da ambo i lati, rifatti di recente e di dimensioni decisamente adeguate”. Motivazioni che per i firmatari della petizione già da sole sarebbero sufficienti a giustificare l’annullamento dell’ordinanza, ma c’è di più. L’applicazione dell’ordinanza ridurrebbe drasticamente gli spazi per la sosta delle autovetture in una arteria su cui insistono numerosissimi uffici, studi professionali ed attività commerciali che hanno necessità di stalli di sosta e che ospita una popolosissima scuola elementare, raggiunta ogni giorno da scuolabus e decine di autovetture di genitori che accompagnano e prelevano i bambini cosicché, per ottemperare a questo compito, hanno necessità di spazi di sosta. Un problema che l’Amministrazione aveva risolto creando nel mese di gennaio 2012 nove nuovi posti auto. Ma “Con l’ordinanza del 28 febbraio l’Amministrazione – si legge nella nota- ne elimina circa una quarantina dimostrando scarsa coerenza nel suo operato”. Queste le osservazioni poste all’attenzione del sindaco e del difensore civico dai firmatari della petizione che dopo aver consegnato ai rappresentanti istituzionali ben due petizioni, il 22 e 27 marzo, senza ottenere risposta, hanno chiesto aiuto alla stampa. Sottolineando che in via Corcioni, come via Giotto, ospita uffici, studi professionali, negozi e istituti scolastici non solo la sosta è permessa sui due lati, pur essendo larga oltre due metri meno di via Giotto, ma è addirittura è a pagamento essendo regolamentata dalle strisce blu. Un’anomalia che giustificherebbe la protesta dei residenti. Tant’è, ed è notizia dell’ultim’ora, che sarebbe stata recepita dagli organi competenti che avrebbero deciso di revocare l’ordinanza.
ANTONIO ARDUINO