Gli insegnanti che hanno a che fare con bambini, come del resto tutti i professionisti, sono vincolati al segreto professionale e certamente non possono rivelare fatti e circostanze che possano violare la riservatezza, quindi talvolta non possono “difendersi” quando certe notizie vengono diffuse dai media. Nei giorni scorsi Goffredo Buccini, importante giornalista del Corriere della Sera, ha criticato la decisione

dei docenti di una scuola del trevigiana che hanno chiamato i carabinieri dopo un atto violento, a quanto pare l’ennesimo, compiuto da un alunno, quella volta contro una maestra. L’iniziativa di quegli insegnanti potrebbe apparire esagerata, ma così potrebbe anche non essere. Non conosciamo nulla di quel bambino e delle vicende che lo riguardano. E’ bene fare presente che i docenti e le autorità scolastiche tutte possono esercitare la loro autorità nel perimetro dell’edificio scolastico, e quando le azioni di un minore, possono sembrare connesse a vicende che riguardano adulti i quali ovviamente agiscono in ambito extrascolastico, chi far intervenire per cristallizzare e certificare “in nome della legge” circostanze che potrebbero essere materia per altre autorità non scolastiche?

Salvatore Pizzo, attivista Cisl

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