Cancellare le barriere architettoniche è un obbligo di legge ed è quanto chiedono i diversamente abili che, se non si fosse capito, non sono solo quelli che nascono tali ma anche coloro che nel corso della vita disabili ci diventano per malattia, incidenti stradali, incidenti domestici e tante altre ragioni. Gli esempi fioccano. Basta guardarsi intorno e ci si rende conto che nessuno è intoccabile dalla
disabilità. C’è l’automobilista di Formula 1 Alex Zanardi, il leader del Carroccio Umberto Bossi e al più normale, e vicino a tanti di noi, parente , amico, conoscente colpito da ischemia coronarica trattata con una angioplastica o con uno o più bay pass. Queste persone non vogliono essere considerate cittadini di serie B e la legge tiene conto di questo con le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Però spesso, troppo spesso le norme restano sulla carta e quando vengono applicate si trasformano in beffa. Succede così che un ufficio postale, come quello di Via Corcione, per la presenza di appena tre gradini sia inaccessibile a chi è obbligato a vivere 24 ore su 24 su una sedia a rotelle. Una barriera che è stato chiesto venisse cancellata tantissime volte e che da tempo non dovrebbe esistere più, stando a quanto ufficializzava un comunicato stampa del 12 aprile 2010 in cui l’allora sindaco dichiarava “Nella giornata di oggi sarà presentata la richiesta per la costruzione della rampa per i disabili per l’ufficio postale di via Corcioni”. Invece, siamo a dicembre 2012 e quella rampa ancora non c’è, in compenso è arrivata la beffa. Per rendere accessibili gli sportelli ai diversamente abili su sedia a rotelle Poste Italiane nell’agenzia di Via Corcione ha realizzato uno sportello più basso degli altri, cosicché anche chi è obbligato alla carrozzina possa raggiungere il piano di appoggio per firmare, scrivere, consegnare, ritirare, esaminare i prodotti postali o semplicemente incrociare lo sguardo con l’operatore abbattendo così la barriera creata da un banco posto troppo in alto per chi vive su una carrozzina. Ma se non è possibile entrare in quell’ufficio per il persistere della presenza dei tre gradini che nessuno ha rimosso a che cosa serve avere dato ai diversamente abili su carrozzella la possibilità di guadare negli occhi l’impiegato di turno?
ANTONIO ARDUINO
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