paolillo costabile

(da Osservatorio Cittadino) Uomini, fatti e ritratti
La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto, si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone, sito web:www.carlocapone.it-e-mail:caponart@alice.it.
Il testo di Costabile Paolillo è scritto da Antonio Marino.
Didascalia sotto il ritratto:
Costabile Paolillo all’interno del suo laboratorio.

Costabile Paolillo

(L’Inventore del salvavita)

In questo pezzo ricordiamo il prof. Costabile Paolillo, aversano di adozione, che è considerato a buon titolo il più accreditato inventore del salvavita.
Un interruttore di corrente elettrica che, sempre più perfezionato, ha salvato in seguito milioni di vite umane in tutto il mondo.
Originario di Castellabate del Cilento nel salernitano, Paolillo venne ad Aversa giovanissimo con la famiglia,
proseguendo i suoi studi interrotti per motivi bellici.
Ultimati gli studi scientifici, si specializzò in elettrotecnica abbracciando la carriera scolastica con amore e competenza.
Insegnò in diversi Istituti e nello stesso S. Lorenzo, dove divenne un professore modello per le sue capacità specifiche.
Nella nostra città mise su famiglia, sposando una Mattioli, dalla quale ebbe un figlio, Paolo, che sarà capostazione a Caserta.
Lui rimase in Aversa con la moglie, prendendo dimora in un modestissimo appartamento in via Solferino.
In questo appartamento, trasformato per metà in laboratorio, sublimerà la sua esistenza consumandola in febbrili studi e ricerche che privilegiavano il vasto campo dell’elettronica.
Profondamente turbato dalle continue morti per folgorazione, di cui erano piene le pagine dei giornali del
tempo, decise di fare qualcosa per scongiurare queste disgrazie che colpivano soprattutto le casalinghe.
Ciò perché gli strumenti già in uso dell’epoca, poco sensibili, non assicuravano ancora indici di assoluta sicurezza e quindi le morti (anche per fili scoperti ) erano all’ordine del giorno, tra le pareti domestiche e
su i posti di lavoro.
Dopo aver denunziato ripetutamente il fatto sulla stampa, si mise all’opera senza mezzi finanziari adeguati
e nonostante la sua malferma salute per giungere alla invenzione di un più adeguato e sensibile apparecchio, capace di prevenire ed eliminare tutti i pericoli di morte per folgorazione da corrente elettrica.
Lavorò per anni nel chiuso del silenzio del suo laboratorio artigianale , sottoponendosi a sacrifici inenarrabili e a rischi di ogni genere in quanto faceva da cavia per i suoi esperimenti.
Esperimenti che lo vedevano sussultare e gemere sotto le forti scariche elettriche che il suo corpo assorbiva, bruciacchiandosi.
Finalmente, verso la fine degli anni cinquanta del secolo scorso, riuscì a mettere a punto il suo apparecchio
denominandolo Fisiologica >.
Indisse all’uopo una conferenza stampa e la notizia, partita da Aversa, prese il volo facendo accorrere a casa
di Paolillo perfino la RAI. Per giorni il suo laboratorio fu letteralmente assalito da migliaia di persone e di curiosi che ebbero modo di sperimentare l’efficacia dell’apparecchio, perfettamente rapido e funzionale.
Qualche ditta specializzata si era anche offerta, inizialmente, a riprodurre il prototipo su larga scala .
Purtroppo, nonostante la grande utilità dell’apparecchio inventato e le promesse, non se ne fece più nulla
e l’idea rubata finì col fare la fortuna di altri.
Il nostro Paolillo, scienziato per amore, morì povero e dimenticato il 7 dicembre 1969, e al suo funerale
parteciparono soltanto i familiari più intimi e qualche amico che lo stimava.
La Gazzetta Aversana, a firma di Giulio Amandola, lo ricordò il 15 febbraio 1970, elogiandone la vita e l’opera meritoria.

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