Per la quarta volta in poche settimane si è potuto constatare che qui a Parma, quando si tratta di procedimenti penali a carico di persone accusate di aver commesso reati che afferiscono al settore dell’Istruzione, l’organo preposto a difendere gli interessi pubblici latita. Il gruppo “Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e Provincia” ha appurato che l’Avvocatura dello Stato di Bologna era assente anche nel corso dell’udienza preliminare tenutasi qualche giorno fa, davanti al giudice Maria Cristina Sarli,
nel corso della quale 11 indagati hanno patteggiato pene detentive comprese tra i 7 mesi e 2 anni di carcere. Si tratta di una vicenda che gli organi di stampa hanno ben documentato, relativa ad un ente che rilasciava titoli di studio ritenuti illeciti, ciò non solo a Parma, ma anche in vari paesi della Bassa: Fontanellato, Polesine e Zibello. La stessa assenza dell’Avvocatura dello Stato era stata ravvisata nelle scorse settimane già tre volte: in un filone dello stesso procedimento che ha portato agli 11 patteggiamenti; nel processo a carico di un pregiudicato che aveva dichiarato il falso tentando di farsi assumere come professore, a carico di un individuo che di notte aveva rubato all’interno di una scuola.
Il gruppo Maestre e Maestri, Autoconvocati, di Parma e Provincia, ritiene indecente che il fatto che l’Avvocatura dello Stato, quando si tratta di scuola, in questo territorio si costituisce solo nei contenziosi relativi ad atti che vengono impugnati da qualche docente che eccepisce qualche determinazione amministrativa o un ordine di servizio, addirittura portato le cause in appello e in Cassazione. Il portavoce del gruppo dei “Maestri Autoconvocati”, Salvatore Pizzo, confida nel nuovo parlamento affinchè i senatori e deputati neo eletti chiedano spiegazione a chi di dovere.
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