Pubblicato in data 19/mar/2013
Casal di Principe, 19 anni dalla scomparsa di Don Peppe Diana
CASAL DI PRINCIPE. “Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”. Bertolt Brecht, con questo passo tratto dal libro “Vita di Galileo”, sembra descrivere, senza volerlo, ciò che è stato il cammino terreno di Don Peppe Diana, morto il 19 marzo del 1994.
Un prete simbolo della lotta eterna tra quella parte della società non malata e le forza malavitose che tormentano Casal di Principe nel silenzio di chi, fin troppo spesso, preferisce essere vittima di un sistema omertoso piuttosto che parlare, esporre i reali problemi di una terra storicamente sofferente. Don Peppe Diana si cibava dell’incomprensibilità di quel sistema, contro cui si è mostrato più volte, per trovare la forza di non arrendersi, di spingere anche chi lo circondava a combattere.
Nella mattinata di martedì 19 marzo un folto gruppo di persone, coordinate dall’associazione Libera, da componenti della Lega Ambiente e del comune di Casapesenna, è partito dalla piazzetta “Don Peppe Diana” a Casal di Principe e, passando nelle stradine principali del paese, è giunto alla Chiesa di San Nicola, dove è avvenuta la proiezione del video, realizzato dal giornalista di Carinaro Raffaele Sardo, “Il seme caduto interra è morto ma ha portato molto frutto”.
Durante il tragitto i manifestanti si sono fermati sotto l’abitazione dei genitori di Don Peppe Diana ed hanno iniziato ad intonare cori nel ricordo di Don Peppe Diana. La madre, evidentemente commossa, ha risposto con un “GRAZIE” scritto su un cartellone.
Servizio di Luigi Viglione e Biagio Russo