A seguito di particolari emersi in un’indagine relativa al riciclaggio di denaro sporco del Clan dei Casalesi a San Marino, che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di 24 persone, sono emersi particolari relativi ad altri reati per i quali il gip del Tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza che ha portato all’arresto di altre 16 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso,

di estorsione, di porto illegale di armi, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare le attività della fazione che faceva capo agli Schiavone. La Direzione distrettuale antimafia ha appurato che sin dall’ottobre 2010, sono stati messi in atto numerosi episodi di estorsione agli imprenditori costretti a versare somme di denaro in occasione delle festività. Ciò a Casal di Principe, Aversa e Cancello Arnone. Tra questo quello più eclatante sarebbe stato subito dal titolare di una grande rivendita di materiale termoidraulico di Aversa, che secondo gli inquirenti doveva corrispondere tre rate annue, ciascuna di 5mila euro, in corrispondenza di Natale, Pasqua e Ferragosto. Tra le vittime anche i titolari di una farmacia veterinaria e di un bar in un distributore di carburanti. Al titolare di una sala scommesse, tra settembre e ottobre 2010, veniva imposta l’installazione di videopoker, a un imprenditore agricolo è stato rubato il mezzo per poi chiedergli un riscatto in cambio della restituzione. Fra le persone coinvolte nell’inchiesta c’è anche un sottufficiale dei carabinieri, ora in congedo, che all’epoca dei fatti prestava servizio alla sezione di Polizia Giudiziaria della Dda, è accusato di favoreggiamento personale e falso per soppressione per aver nascosto un fascicolo processuale relativo a una gara per l’assegnazione del servizio di trasporto scolastico a Castelvolturno.
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Di red