Molteplici le argomentazioni introdotte martedì pomeriggio nel corso della seduta del Consiglio comunale, incentrata sull’elaborazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale. Numerosi i tecnici presenti ed interessati alle sorti del centro normanno. L’incontro aperto da una relazione di Ninì Migliaccio, assessore all’urbanistica, ha dato il via ad una serie di interventi tesi all’individuazione delle problematiche principali presenti nel territorio cittadino.
Il recupero del millenario centro storico, il problema della cementificazione selvaggia, il riutilizzo dei grandi contenitori per nuove destinazioni d’uso, la necessità di migliorare le condizioni di vivibilità dei cittadini, il miglioramento della viabilità nelle aree più congestionate, sono state alcune delle tematiche affrontate.
Aversa che nei secoli ha ricoperto ruoli precisi e di grande prestigio nazionale ed internazionale, nota come la città delle cento chiese e dall’impianto radiocentrico, che ha dato i natali a figure di spicco della musica italiana come Cimarosa e Jommelli, per poi affermarsi come importante centro di cura delle malattie mentali, ed essere apprezzata per la produzione della mozzarella e delle scarpe, ha adesso più che mai il bisogno di ritrovare una nuova funzione per poter rinascere da decenni di incuria e di decadimento. Fondamentale è la presenza sul territorio comunale delle due facoltà di Architettura ed Ingegneria, al momento infatti appare chiaro che il ruolo più calzante che la millenaria Contea Normanna possa ricoprire è quello di “Città degli Studi”, con la speranza che la cultura torni a diffondersi e che insieme alla partecipazione divengano materie strategiche nelle azioni di trasformazione e di governo del territorio.
Ester Pizzo
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