L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus intende innanzitutto esprimere solidarietà alle vittime e ai loro familiari in questo difficilissimo momento, in seguito alla strage verificatasi ieri sull’ Autostrada A16 Napoli-Canosa. Ci associamo alle parole del capo dello stato che parla di “tragedia inaccettabile”, espressione che esprime molto efficacemente il concetto di “incidente stradale”.
Abbiamo ribadito più volte che la strage stradale non è una malattia che può essere debellata. Non esiste un vaccino. L’attenzione va tenuta altissima, sempre. Dopo una contrazione dei numeri avvenuti negli anni scorsi, qualcuno ha pensato che la battaglia fosse vinta e ha mollato la presa, concentrandosi su altre problematiche che appaiono più urgenti. Nulla, a parere nostro, è più urgente di un fenomeno che ogni anno uccide più delle guerre, delle epidemie, ed è la più elevata causa di morte dei giovani nei paesi industrializzati.La riduzione del numero dei sinistri non è avvenuta solo per meriti, ma anche per una diminuzione dei veicoli circolanti a causa della forte crisi economica che ha colpito la popolazione. Oggi dobbiamo registrare una strage di proporzioni enormi. 38 persone che muoiono in un solo sinistro sono un primato molto triste, e la circostanza ci obbliga a riflettere. La normativa risulta cronicamente debole, ed è troppo facile parlare di colpa degli utenti oppure guasto dei veicoli. La realtà è che la circolazione stradale è una selva oscura, nella quale puoi trovare di tutto. L’indisciplina, la maleducazione, i comportamenti sciagurati e pericolosi sono all’ordine del giorno, ma anche le infrastrutture e il codice della strada hanno delle lacune paurose. Basti pensare agli autobus, e al discorso relativo alla cintura di sicurezza. Essa non è obbligatoria quando il bus non ne sia provvisto. Questa è un’altra di quelle carenze che sembrano piccole. Poi, in un istante, si trasformano in quello che abbiamo visto ieri. Perché le cinture di sicurezza non sono obbligatorie sugli autobus e gli
autobus che non ne sono provvisti vengono semplicemente fermati ed adeguati o dismessi? Sono forse più importanti altri interessi rispetto alla protezione delle persone? Aggiungo che i nostri bambini, nel trasporto scolastico, viaggiano da sempre solo con l’obbligo di un accompagnatore. La cintura di sicurezza non sanno nemmeno cosa sia. Basta guardare i bus ogni giorno per rendersene conto. Dobbiamo aspettare un’altra strage come quella di ieri per prendere provvedimenti?
Alberto Pallotti vice presidente nazionale Aifvs
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