Il primo di Agosto 2013. Un’altra di quelle giornate dove l’ambiente ha subito l’ennesima violenza. Il TAR ha decretato la riaccensione dell’inceneritore di Iren. L’ambiente è come una religione, nel senso etimologico del termine, ovvero ritorno dell’uomo al legame con il Creato, con la Natura. Questo legame oggi è stato strappato. Speriamo di ricucirlo attraverso azioni responsabili. Si tratta di un legame che è stato barattato in nome del denaro e dell’interesse privato. Il tutto a scapito del bene pubblico, della collettività.
Abbiamo dimenticato che l’ambiente non è solo il prato fiorito o l’aria pulita, ma siamo noi, il nostro rapporto con gli altri e con la Natura. L’ambiente ci da nutrimento, non solo coi prodotti alimentari ma anche con la cultura e col benessere che ne traiamo. L’ambiente è immaginazione, capacità di vedere un futuro vivibile, è un percorso sensoriale che ci accompagna per tutta la vita. L’ambiente è amare la vita nella natura; L’ambiente siamo noi, la nostra capacità di relazionarsi con gli altri interagendo con l’esterno. L’ambiente è la capacità di vivere in termini nutrizionali e relazionali, attraverso gli stimoli che prendiamo col mondo esterno, guardando un paesaggio, ascoltando la musica, passeggiando, vivendo in una percezione estetica e sentendoci in pace con noi stessi e con gli altri.
Allora dobbiamo scegliere che percorso intraprendere nella nostra vita di cittadini che è indissolubilmente connessa con la nostra vita intima, famigliare, relazionale, sociale. Pensiamo di essere individuali ma le nostre scelte portano sempre a delle conseguenze per noi e per coloro che ci stanno vicino. Smettiamola di dire che non possiamo conoscere il futuro delle nostre scelte. Se percorriamo una strada, se non facciamo certe scelte per negligenza, per timore, per inerzia, non troveremo più un nostro equilibrio ambientale. Dobbiamo invece avere un’intelligenza ecologica, dobbiamo avere la capacità di adattarci a un ambiente che non è più in grado di assorbire le nostre abitudini di consumo e i nostri rifiuti. Incenerire i rifiuti non li farà sparire e i problemi non spariranno. Semplicemente si trasformeranno in ulteriore inquinamento.
Anche se l’iter burocratico per realizzare un inceneritore venisse infine giudicato idoneo, rimane il fatto che noi cittadini di buon senso sappiamo che si tratta di un qualcosa di profondamente ingiusto, di alieno al nostro territorio, alieno alle nostre tradizioni enogastronomiche, distante dalla nostra vita. Speriamo che prima o poi lo capiscano anche coloro che ne traggono un utile economico e che vivono probabilmente lontano dagli inceneritori, nello loro belle casette colorate col giardino, il cane e la macchina parcheggiata nel vialetto.
Fabrizio Savani, consigliere comunale M5S Parma
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