Lo scorso maggio i carabinieri hanno arrestato il latitante Rosario Esposito, 52enne napoletano, ritenuto affiliato al clan dei Casalesi, fazione dei Bidognetti, ricercato dal 2009 perchè colpito da quattro ordini di carcerazione, dovendo espiare oltre 22 anni di reclusione in ordine ai reati di associazione di tipo mafioso e inerenti agli stupefacenti, già proposto per l’inserimento nella lista dei latitanti di massima pericolosità.
Esposito era ricercato anche perchè destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura di Napoli-Direzione Distrettuale Antimafia, in quanto ritenuto uno dei componenti del commando che, il 6 settembre 2002, a Castel Volturno, si rese responsabile dell’efferato omicidio di Nicola Di Maio, secondo la ricostruzione dei fatti prima raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco e poi dato alle fiamme. L’arresto è avvenuto poche ore dopo a quello eseguito a Giugliano nei confronti del diciannovenne Vincenzo Licciardi, figlio di Pierino, allo stato detenuto al regime del 41 bis, nipote del defunto boss del clan Licciardi, Gennaro detto ‘A Scigna’. Il provvedimento scaturisce da un decreto di fermo emesso dalla procura della Repubblica di Napoli per il tentato omicidio di Jose’ Virgilio Portolatin Cruz , commesso a seguito di una lite sorta per futili motivi in una discoteca in piazza Cavour a Napoli lo scorso 31 marzo.
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