Che gli ambienti malavitosi del nostro territorio non erano avversi al film ed al romanzo “Gomorra”, anzi che non gli importava nulla di esso è dimostrato dal fatto che alcuni “attori” che vi hanno partecipato, erano e sono esponenti di primo piano di quello stesso Clan dei Casalesi, che secondo autorevoli interpretazioni investigative minaccerebbe l’autore del libro da cui è stato tratto un film.

Tra diretta appartenenza al clan ed altre vicende delinquenziali, sono ben sette quelli che sono finiti in carcere. Un’ulteriore, indiretta, conferma di quale fosse l’ambiente in cui si muovevano questi attori protagonisti, arriva dall’arresto del pregiudicato Strato Salemme e della convivente Vincenzina Terracciano, responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana ed hashish. La donna è figlia di Bernardino Terracciano, noto esponente del clan dei Casalesi- fazione Bidognetti, attualmente detenuto, che ebbe un ruolo nel film Gomorra, praticamente interpretando se stesso. Uno strano casting fatto reclutando “attori” in mezzo a quelli che (come si dice in TV) vorrebbero uccidere l’autore Saviano, i quali magari beccano pure quattrini per interpretare quel Gomorra che stando ai commentatori di maniera tanto odierebbero. Nell’abitazione in cui c’erano la Terracciano ed Abbatiello, avvolta in un calzino di spugna, occultato in una scatola, una pistola semiautomatica marca Colt, modello Hammerless, calibro 7.65, nel cui caricatore erano inserite 5 cartucce. L’uomo ha precedenti per incendio doloso, danneggiamento e lesioni personali.

I partecipanti a Gomorra precedentemente arrestati sono:

il 47enne Marcello D’Angelo, comparsa nel film, ritenuto affiliati alla fazione dei Casalesi che fa capo alla famiglia ‘Venosa’, guidata da Luigi Venosa, alias “Giggino O’ Cucchiere”. Secondo gli inquirenti lui e la moglie, Anna Iannone di 40 anni, avrebbero estorto somme di denaro agli inquilini abusivi che occupano appartamenti che una volta ospitavano i militari della Nato al ‘Parco Saraceno’ di Pinetamare di Castelvolturno. Territorio controllato dai boss dove erano state effettuate anche riprese del film ‘Gomorra’;

il boss Giovanni Venosa, una delle prove viventi che il Clan dei Casalesi non teme il prodotto editoriale “Gomorra”. Venosa, detto “Giuvann O’Russ”, nel film è il giovane boss che richiama più di una volta i due ragazzini che non stanno agli ordini. La prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo ha condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso a 13 anni e 10 mesi di carcere. Secondo le accuse tra il 2008 e il 2009, pur dovendo essere detenuto nella casa lavoro di San Giuliano Saliceto in provincia di Modena, si recava a Castelvolturno dove si occupava di estorsioni. Stando agli inquirenti una volta trascinò per i capelli il titolare di un ristorante, mostrando la pistola mentre era in corso un banchetto con numerosi invitati. A far scattare l’inchiesta hanno contribuito anche le denunce dell’ex sindaco Francesco Nuzzo. Il pm Luigi Landolfi aveva chiesto per Venosa la condanna a 24 anni di carcere;

Nicola Battaglia, 20 anni di Giugliano, è stato coinvolto anch’egli in vicende marginali, nel film è uno dei ragazzi sottoposti alla prova di coraggio per essere ammessi nel clan;

il cantante neomelodico Raffaele Migliaccio, 24enne di Casoria in arte “Raffaello”, dopo aver aggredito un vigile del fuoco a Napoli ha assalito anche gli agenti intervenuti per fermarlo, è stato accusato di oltraggio, minacce, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma da taglio, fu condannato per direttissima a 1 anno. Una sua canzone “La nostra storia”, è stata utilizzata nel film, e durante un concerto a Palermo, ha salutato “gli ospiti dello Stato” (i detenuti);

Bernardino Terracciano, 53 anni di Villa Literno, che nella pellicola interpretava proprio “Zì Bernardino”, lui è coinvolto nell’indagine “Domizia”, con lui sono coinvolti anche la moglie di Giuseppe Setola, Stefania Martinelli;

Salvatore Fabbrocino, fermato in un’indagine relativa allo spaccio;
un cittadino cinese accusato di riciclaggio dai finanzieri del Comando provinciale di Napoli.

Un altro attore che nel film interpreta “Pisellino”, fu fermato dagli inquirenti nel corso di un controllo scattato durante il banchetto nunziale di un altro personaggio in odore di Camorra.

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Di sa.pi.