
Uomini, fatti e ritratti
(Ossevatorio Cittadino)
La rubrica, curata da Alessandro Carotenuto, si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone, sito web: www.carlocapone.it – e-mail: caponart@alice.it .
Il testo è scritto da Antonio Marino.
Didascalia sotto il ritratto: Capasso davanti alla Bibblioteca intestatagli.
Gaetano Capasso
(Lo storiografo)
Uomo di rara cultura e di profonda umanità, don Gaetano Capasso nacque a Cardito nel 1927.
Dopo gli studi basilari, entrò in Seminario distinguendosi subito per l’innato anticonformismo e la sua mente febbrile.
Che lo spinse ad approfondire, sin dalla più giovane età, gli studi umanistici con uno zelo senza pari.
Facendolo emergere dalla massa e portandolo a diventare un dotto letterato ed uno storiografo accorto.
Quello che più d’ogni altro ha saputo prodigarsi, nel corso della seconda metà del novecento, per l’elevazione culturale dell’intero territorio diocesano… ricevendo meno di quanto ha dato.
Chiacchierato come prete, per il suo carattere particolare, Capasso è stato quello che gli altri vorrebbero essere ed ha inciso con l’esempio e la scorrevole penna tutta un’epoca.
Facendo della ricerca, dove ha profuso le migliori energie, il principale scopo della sua inquieta vita terrena.
Ricerca che, imponendolo all’attenzione, l’ha reso Maestro indiscusso di più di una generazione e un faro da seguire.
Punto di riferimento per le nuove generazioni e tutti gli appassionati di memorie patrìe, Capasso è stato al tempo stesso sacerdote, letterato, storico e giornalista.
Dalla sua mente poliedrica, confortata da una fervida penna, sono scaturiti migliaia di scritti vari che non pochi hanno sempre tentato di imitare senza riuscirvi.
Conosciutissimo un po’ da tutti e in tutti gli ambienti, perfino vaticani, non ha mai approfittato della sua penna per trarne benefici personali ma l’ha messa a disposizione del prossimo, privilegiando i più umili.
E va annotato che buona parte del suo lavoro, compreso le Tesi da cui traeva qualcosa per vivere, l’ha steso per gli altri e che, quindi, molte opere sono poi uscite con nomi diversi.
Ciò che resta del suo sudore, recante la sua firma, è ben poca cosa rispetto a quanto ha saputo produrre avendo scritto, tra l’altro, per politici, pseudo- letterati e anche membri del vaticano.
Sapendo dove mettere le mani, ha saputo cimentarsi con bravura in diversi campi dello scibile umano e la porta della sua casa era sempre aperta a tutti.
Operava col cuore e tutta la passione dovuta, nelle cose piccole e in quelle più grandi, senza subire compromessi di sorta e per questo la gente comune lo teneva in grande considerazione e gli voleva bene.
Al suo attivo decine di pubblicazioni varie e di saggi, che sono oggetto di consultazione da parte dei cultori soprattutto diocesani.
Pur non essendo aversano di nascita, si è molto interessato della città di Aversa e dell’agro contermine, illustrandoli scrupolosamente e la sua opera più conosciuta è “Cultura e religiosità ad Aversa nei secoli XVIII, XIX e XX” .
Una documentatissima pubblicazione storico- storiografica che avrebbe avuto una sorte diversa, anche con vantaggio dell’Autore, se lo sponsor non fosse morto anzitempo.
Da non dimenticare che è stato anche Redattore, al tempo del vescovo A. Cece, dell’organo diocesano “La Settimana” e che ha creato diversi giornali scrivendo per importanti quotidiani.
Dopo immani fatiche storico- letterarie, don Gaetano Capasso si spegneva silenziosamente nell’estate del 1998, all’età di settantuno anni, deponendo ai piedi dell’altare del sapere la sua preziosa penna.
La sua mente vulcanica lasciava ai posteri tutto un cospicuo patrimonio di scritti interessanti, che sono in parte custoditi nella Biblioteca a Lui dedicata, a disposizione di quanti ne vorranno seguire le orme.
Sulla facciata spicca una lastra marmorea, fatta apporre dalla locale Amministrazione civica di Cardito nel mese di settembre 1999, che dice testualmente: ” In questa casa nacque e visse / don Gaetano Capasso/ sacerdote, scrittore e storico / 1927 – 1998/ Un uomo di vasta cultura e di profonda umanità. / Fu attento studioso e geloso / custode del patrimonio storico del territorio”.
Parole significanti e qualificanti che trovano riscontro in quelle incise sulla lastra tombale che recitano: “Qui riposa don Gaetano Capasso, sacerdote, scrittore e storico. Il grande cuore di Cardito. Lo piangono irremovibili nel dolore i perenti e gli amici, la vera gente che bussò alla sua porta. In questi silenzi tra erbe che si rigenerano, sotto la spinta di un miracolo incessante, Egli è più vivo che mai”.
Di recente il Comune natìo gli ha dedicato una strada cittadina come ulteriore riconoscimento al Figlio che gli ha dato, con la sua opera, il lustro maggiore.
Una strada gli è stata dedicata, dopo la cittadinanza onoraria, anche da Afragola su cui ha scritto molto.
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