chianese cipriano Gli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia hanno nuovamente arrestato Cipriano Chianese, l’avvocato che contrllava la famigerata discarica Resit, tra Giugliano e Parete, era già ai domiciliari. Chianese è consideato un “colletto bianco” dei Casalesi insieme ai quali avrebbe gestito il traffico illecito di rifiuti nel nostro territorio.

L’accusa questa volta è di aver estorto, nel 2005, quote ad una società di trasporti la Mery Trans, che si occupa del trasporto di rifiuti. Secondo le accuse, Chianese avrebbe messo a capo della società suo fratello Francesco, ciò nel dicembre del 2005. E’ stato arrestato anche un suo collaboratore Carlo Verde. L’avvocato-imprenditore negli anni ’90 fu rinviato a giudizio per disastro ambientale ed avvelenamento delle falde acquifere, il primo caso in Italia. Ad aprile, per ordine del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, gli sono stati confiscati beni per 82 milioni di euro. Ed ora arriva una nuova misura cautelare. Secondo le rivelazioni di un pentito Chianese aveva intenzione di far uccidere un magistrato, poichè stava indagando sulle sue attività. Cinquecentomila sarebbe stato il prezzo concordato per l’omicidio mai avvenuto, racconta il pentito, proprio per l’arresto di Chianese nel 2006. L’inchiesta che ha portato lo ha portato in manette era stata archiviata nel 2011 ma è stata riaperta dopo la testimonianza del collaboratore di giustizia.
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Di red