L’idea di trasferire la sede dell’Asl Napoli 2 Nord a Frattamaggiore apre scenari nuovi, se la classe dirigente del territorio Aversano fosse maggiormente legata al territorio e meno fissata ed attratta dalla cittadina di Caserta, località ubicata lì nei pressi di Santa Maria Capua Vetere, inizierebbe a muoversi per far uscire la zona Aversana (ma anche il Casalasco, il Liternese e gran parte dell’Atellano) da quella istituzione che si chiama Asl di Caserta, unendola al resto della conurbazione Aversano-Giuglianese.

Un’umiliazione, quella di essere sottoposti a Caserta, che Aversa ed il suo hinterland non devono continuare a sopportare: prima c’era l’Asl Caserta 2 che, nonostante il nome provocatorio “Caserta 2”, aveva comunque sede nel capoluogo normanno nel prestigioso complesso dell’ex Ospedale Giudiziario “Santa Maria Maddalena”, poi grazie ad una pletora di politici imbelli e poco inclini alla casertanizzazione è stata soppressa, lasciando Aversa sempre di più nell’assurda ed ingiustificabile casertanizzazione. Quelli dell’Asl di Caserta mandarono persino un camion per appropriarsi degli arredi dell’antica Real Casa dell’Annunziata, che prima erano patrimonio della soppressa Asl, se li portarono a casa loro. Ma sperare in una banda di personaggi convinti di essere capaci, pur pensando che Aversa abbia qualcosa a che fare con Caserta, è un miraggio. Almeno Frattamaggiore è un centro nevralgico della zona Atellana, fare i “casertani” che ritorno porta?

Salvatore Pizzo
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