Le organizzazioni sindacali di Parma hanno comunicato la grave situazione, che di fatto impedisce la normale adesione ai sindacati su tutto il territorio, anche al dirigente scolastico territoriale il quale prendendo atto della singolare novità, nel corso di un incontro ha fatto sapere che provvederà a discuterne con gli uffici competenti. La Ragioneria dello Stato che di fatto impone la schedatura delle appartenenze sindacali, per adesso solo a Parma poi chissà.
Intanto, di fronte ad una situazione così grave sotto il profilo delle libertà dei singoli, ad oltre 16 giorni da questa strana novità tace la politica. Tranne un interesse generico che ci è stato espresso solo informalmente dall’On. Maestri (Pd), ex segretario della locale Cgil, nessun esponente politico sembra interessato all’esercizio della libertà. Nel corso della contrattazione decentrata al Convitto Maria Luigia abbiamo fatto mettere a verbale il nostro disagio, lo stesso durante la contrattazione al Liceo Bertolucci. Il Ministero dell’Economia non accenna a ritirare il provvedimento secondo il quale le adesioni e le revoche sindacali devono essere vidimate dai dirigenti degli uffici in cui le persone lavorano, nel caso della scuola i dirigenti scolastici. Eppure al Mef c’è un sottosegretario, Baretta, che fino a poco tempo era il segretario generale aggiunto della Cisl. Le Os del comparto scuola di Parma, sole nell’indifferenza della politica, continueranno (anche se ciascuna con modalità e toni diversi) a battersi per riconquistare l’agibilità sindacale.
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