Ventiquattresimo giorno di sospensione delle garanzie costituzionali, in tema di libertà sindacali delle persone che lavorano nella pubblica amministrazione, il tempo passa e i dirigenti politici continuano a far finta di nulla. Nella città dove questo clima da Unione Sovietica è iniziato, il principale partito di maggioranza, il Pd, continua a far finta che tutto sia normale: la loro prima uscita pubblica nella città emiliana, ad oltre venti giorni dall’attacco deliberato verso le libere opinioni dei dipendenti pubblici, è stato un convegno dal tema:
“Quale Partito Democratico per quale Italia?”. Uno scenario che si commenta da solo. Il Ministero dell’Economia (nella sola provincia di Parma) ha disposto che siano sottoposte alla controfirma dei dirigenti degli uffici pubblici le adesioni e le revoche di iscrizioni ai Sindacati, nel frattempo una reazione pubblica l’hanno avuta le sole Organizzazioni rappresentative del comparto scuola: Gilda Unams, Cisl Scuola, Uil Scuola, Confasl Snals ed Flc Cgil, mercoledì hanno chiesto un incontro urgente al Prefetto di Parma per chiedergli un intervento risolutivo. Per adesso tutto tace.
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