Nel silenzio assordante che circonda le corsie del Monaldi dopo la tragica scomparsa del piccolo Domenico, a parlare è una voce che per decenni è stata il simbolo della cardiochirurgia pediatrica d’eccellenza: il Dottor Giuseppe Caianiello.
Già Primario del reparto – prima che il testimone passasse all’attuale direttore, il Dr. Oppido, oggi al centro dell’inchiesta giudiziaria – Caianiello interviene per fare chiarezza su quello che i periti definiscono un “incredibile errore medico”.
Il Dr. Caianiello, eccellenza aversana stimata a livello internazionale, ha guidato per anni il reparto trasformandolo in un punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno. La sua analisi della vicenda non è solo tecnica, ma umana. Secondo il luminare, la tragedia di Domenico non sarebbe il frutto di una tragica fatalità imponderabile, bensì di una catena di omissioni e valutazioni errate che hanno trasformato un intervento delicato in un dramma irreversibile.
“La cardiochirurgia vive di precisione millimetrica e di una gestione del rischio che non ammette distrazioni,” sembra suggerire il profilo del medico che ha fatto della sicurezza dei piccoli pazienti la sua missione di vita.
L’inchiesta
Al centro delle indagini della Procura si trova l’attuale primario, il Dr. Guido Oppido. Sotto la sua gestione è avvenuto l’errore che ha spezzato la vita del piccolo Domenico, un caso che ha scosso l’opinione pubblica per la sua “evitabilità”. Gli inquirenti stanno cercando di stabilire se vi siano state carenze organizzative o negligenze procedurali all’interno del team operatorio.
Le spiegazioni fornite da Caianiello colpiscono per la loro asciutta chiarezza. In poche parole, l’ex Primario evidenzia come la qualità di un reparto non dipenda solo dalle macchine, ma dalla continuità dell’eccellenza e dal rigore dei protocolli.
Mentre la magistratura fa il suo corso, resta il dolore di una famiglia e il monito di chi quel reparto lo ha creato e visto crescere.