La violenza domestica torna a colpire il cuore di Giugliano con un episodio brutale che evidenzia l’inefficacia delle attuali misure protettive. Una donna del posto ha denunciato le continue persecuzioni dell’ex marito, culminate in un agguato all’interno del proprio condominio nonostante il divieto di avvicinamento emesso dall’autorità giudiziaria.
L’uomo ha raggiunto l’abitazione della vittima e, dopo aver attirato la sua attenzione bussando alla porta, si è appostato nelle scale. Non appena la donna ha aperto l’infisso, l’aggressore è uscito allo scoperto scagliandosi contro di lei. Le immagini diffuse sui social documentano istanti di puro panico, tra le urla della vittima e il tentativo disperato di difendersi tra le mura domestiche.
Il caso di Giugliano dimostra come un provvedimento sulla carta non sia sufficiente a garantire l’incolumità fisica di chi denuncia. La vittima ha ribadito di vivere in uno stato di costante assedio, sottolineando che l’impunità dell’uomo alimenta un clima di terrore che coinvolge l’intero nucleo familiare.
L’episodio conferma l’urgenza di passare a strumenti di controllo diretto. Il divieto di avvicinamento, se non supportato da dispositivi tecnologici come il braccialetto elettronico o dalla custodia cautelare in carcere, si rivela del tutto inutile di fronte a soggetti determinati a colpire. La comunità resta in attesa di un intervento risolutivo da parte delle forze dell’ordine per evitare che questa spirale di aggressioni si trasformi in un dramma annunciato.