Una coltre di fumo nero, l’aria resa irrespirabile dalle diossine e la rabbia che monta tra i cittadini. L’ultima settimana Giugliano ha registrato una drammatica impennata dell’emergenza ambientale nella “Terra dei Fuochi”, trasformando il territorio in un vero e proprio perimetro di guerra ecologica. Tra siti storici in fiamme, roghi nei campi e la protesta degli studenti, la tensione sociale e l’allarme per la salute pubblica hanno raggiunto livelli critici.mmLa cronologia dell’escalation: sette giorni di fuoco
Il picco dell’emergenza si è concentrato negli ultimi giorni, riaccendendo i riflettori su ferite mai rimarginate e nuove dinamiche criminali:
- 3 Ottobre: Terzo rogo a Taverna del Re. Il sito di stoccaggio temporaneo delle ecoballe è stato colpito dal terzo incendio in meno di un mese (dopo i passati episodi del 6 e 21 settembre). Sebbene la Regione Campania e i tecnici ipotizzino fenomeni di autocombustione legati alla movimentazione di rifiuti stoccati da vent’anni, la coincidenza temporale solleva forti dubbi tra la popolazione. I primi rilievi dell’Arpac hanno già evidenziato picchi di diossina nell’aria oltre i limiti di riferimento.
- 6 Ottobre: L’inferno di via Carrafiello. Un violentissimo incendio è divampato all’interno del campo ROM di via Carrafiello. Una densa e gigantesca colonna di fumo nero, alimentata dalla combustione di cumuli di rifiuti speciali e plastici ammassati nell’area, è rimasta visibile per ore a chilometri di distanza, costringendo i residenti delle zone limitrofe a barricarsi in casa.
- La nuova frontiera dello smaltimento illecito: Negli ultimi giorni le forze dell’ordine hanno registrato un preoccupante “modus operandi”: il furto di camion ditta carichi di scarti industriali, posizionati nelle campagne periferiche o nella zona di Casacelle e successivamente dati alle fiamme per cancellare le tracce del traffico illecito.