La Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha eseguito un provvedimento di sequestro di beni da essa proposto ed emesso dal Tribunale di S. Maria C.V. – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di un imprenditore, Antonio M., ritenuto esponente del Clan dei Casalesi.

Nel 2023 l’uomo è stato condannato in primo grado a 8 anni e 10 mesi reclusione, perché riconosciuto colpevole del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, accertando, seppur senza il crisma della definitività, l’appartenenza alla consorteria criminale e certificandone la pericolosità sociale.

L’imprenditore aveva uno storico rapporto con il sodalizio dei casalesi – fazione Schiavone – in quanto ha fornito, addirittura dall’inizio degli anni 2000, un contributo continuativo alla conduzione di specifiche attività criminali, tra cui principalmente la fornitura di materiale edile alle imprese aggiudicatarie degli appalti pubblici “controllati dal clan dei casalesi”, garantendo, inoltre, “la liquidità finanziaria” di spettanza dell’organizzazione criminale, oltre a fornire supporto logistico attraverso la disponibilità dei locali delle sue aziende per effettuare apposite riunioni tra appartenenti al clan.

Le aziende operanti nel settore della fornitura dei materiali edili erano strumentali alla gestione delle attività economiche del clan, ovvero adoperate per trasferire danaro dalle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici, attraverso il sistema del “cambio assegni” e/o delle fatturazioni fittizie, agli esponenti del clan dei casalesi che avevano “gestito” i pubblici affidamenti: il proposto era quindi uno dei soggetti “economici” che costituivano la “struttura imprenditoriale” utilizzata a vantaggio dell’associazione camorristica.

L’esito degli accertamenti patrimoniali effettuati dal Centro Operativo della DIA dì Napoli, che hanno disvelato una consistente sproporzione fra la capacità reddituale del proposto rispetto alle effettive disponibilità patrimoniali e finanziarie a questi riconducibili, è stato accolto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha emesso il provvedimento di sequestro di  11 unità immobiliari tra Casal di Principe, Casapulla e San Nicola la Strada anche di pregevole valore, 3 beni mobili registrati, tra cui un potente motoscafo di 15 metri, n. 3 società e n. 33 rapporti finanziari per un valore di oltre 3 milioni di euro.

Di red