Il comandante della Polizia Locale di Aversa Emiliano Nacar è testimone chiave e parte offesa in un delicato processo per tentata concussione che si sta svolgendo presso il Tribunale di Nola.

I fatti al centro del dibattimento risalgono al periodo in cui Nacar guidava il comando di Pomigliano d’Arco. La vicenda, che ha visto di recente il rinvio a giudizio dei principali protagonisti, traccia una linea diretta tra la gestione della cosa pubblica, la sanità privata e l’autonomia dei corpi di Polizia Locale.

Le pressioni sulla clinica e l’ordine dei “cani da presa”

Secondo la ricostruzione della Procura di Nola, l’intera vicenda nasce da una dura controversia tra il sindaco di Pomigliano d’Arco e l’europarlamentare Aldo Patriciello. Il primo cittadino avrebbe esercitato forti pressioni sull’eurodeputato affinché venissero reintegrati tre dipendenti licenziati dalla clinica “San Felice”, struttura sanitaria legata al gruppo imprenditoriale della famiglia Patriciello.

Di fronte al fermo rifiuto di Patriciello, secondo gli inquirenti, sarebbe scattata la ritorsione. Gli atti d’indagine descrivono una telefonata in cui il sindaco si rivolgeva direttamente all’allora capo dei caschi bianchi pomiglianesi, Emiliano Nacar, ordinandogli di inviare immediatamente i vigili urbani – definiti nell’intercettazione con l’espressione “cani da presa” – a compiere ispezioni e controlli a tappeto sui rifiuti delle cliniche di Patriciello.

È a questo punto che la figura di Nacar diventa centrale: il comandante si oppone fermamente alla direttiva del sindaco, rifiutandosi di utilizzare la Polizia Municipale. Un diniego che ha ridefinito la sua posizione all’interno dell’inchiesta, trasformandolo legalmente in parte offesa

Gli sviluppi al Tribunale di Nola

Il caso è ormai entrato nelle aule di giustizia. Il GUP del Tribunale di Nola ha infatti disposto il rinvio a giudizio per il sindaco e il processo dovrà fare piena luce sulle responsabilità penali dei protagonisti coinvolti. Per la comunità aversana, la vicenda accende inevitabilmente i riflettori sull’attuale capo dei caschi bianchi cittadini, la cui condotta a Pomigliano è ora al vaglio dei magistrati come esempio di resistenza alle pressioni della politica.

Di sp