Ci sono anche un uomo di Melito ed un giuglianese tra i 28 indagati di un’inchiesta della Procura di Nocera, accusati di aver ottenuto indebitamente finanziamenti pubblici per circa 5milioni di euro. Nell’ambito della stessa indagine le Fiamme Gialle hanno sequestro anche nove stabilimenti. Dei 50 milioni ne sono stati già incassati 34, il resto sono stati bloccati in tempo dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Campania.
Tutto riguarda la valorizzazione e la gestione di un’area industriale dismessa, che nell’ottobre del 2001 è stata inserita in un "Contratto di Programma" il quale prevede investimenti totali per quasi 80 milioni di euro, di cui circa 50 milioni a carico dello Stato, con l’impegno per le aziende di assumere almeno 762 lavoratori. Secondo le accuse nel corso degli anni molte aziende coinvolte avrebbero prodotto falsi documenti allo scopo di ottenere i finanziamenti, in particolare risultavano assunti solo 461 lavoratori a fronte dei 762 previsti. Le aziende non solo solo campane, alcune sono anche settentrionali, di: Milano, Pistoia e gli indagati sono anche delle province di Piacenza, Padova, Pavia, Perugia. Due persone sono finite agli arresti domiciliari: F. B., 44 anni, imprenditore, di Torre del Greco (Napoli) e E.M.G., 45 anni, dottore commercialista di Napoli. Tra gli indagati a piede libero ci sono M.P. 50 anni di Giugliano e A.C. 51 anni di Melito di Napoli.

Di red