(Occhio Su Parma) In questi giorni ha destato molta attenzione la vicenda della scuola “Racagni” della quale è previsto l’abbattimento e la successiva ricostruzione nello stesso luogo. Si tratta di una sede scolastica che è il cuore pulsante di una parte della città, in cui generazioni di bambini si sono formate dando lustro all’efficienza della scuola vanto di questa realtà territoriale e che è giusto salvaguardare quale patrimonio collettivo.

Per questo vorremmo pubblicamente ringraziare il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Bocchi”, Gaspare Caramazza, che in maniera forte e chiara ha spiegato alle famiglie del quartiere con bimbi da iscrivere in prima elementare, che la “sua” scuola funziona come prima se non meglio di prima, anche se temporaneamente le classi sono ospitate in altre strutture. Il dottor Caramazza con tanto di lettera ai genitori interessati ha giustamente chiarito, almeno da quello che si è appreso dalla stampa, che le classi future saranno affidate ad insegnanti di comprovata esperienza e a tempo indeterminato. Una precisazione sicuramente utile, e pienamente condivisibile, ma che nel nostro piccolo ci permettiamo di integrare con un altrettanto utile precisazione: se per una qualsiasi ragione si fosse trattato di insegnanti non di ruolo, (e questo vale per tutte le scuole del territorio) sarebbe stata garantita lo stesso la comprovata esperienza dei docenti. Nella peggiore delle ipotesi, si tratta di personale che è in servizio da almeno 5-6 anni. Ci piace puntualizzare questo aspetto, onde evitare che alcuni possano approfittarne per fornirne delle interpretazioni distorte funzionali a chi ha in mente di accreditare una sorta di gerarchizzazione del personale. Un esempio pratico lo abbiamo vissuto, proprio mentre le scrivevamo questa missiva, abbiamo dovuto spiegare ad un gruppo di persone, in questo caso interessati alle vicende di un’altra storica scuola di Parma, una cosa che troppo spesso in passato abbiamo ripetuto: i “vice presidi” non esistono più da anni nell’ordinamento italiano e nonostante ciò nel Parmense c’è ancora qualcuno che tende ad accreditare le figure ad essi similari, come titolari di una potestà gerarchica che fortunatamente tra insegnanti non esiste.

Salvatore Pizzo

portavoce Maestre e Maestri, Autoconvocati, di Parma e Provincia

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Numerosi cittadini campani consumatori dei prodotti dell’industria parmense, interessati alla realtà di Parma, ci hanno chiesto di fornire un’informazione minima inerente anche la città e la provincia ducale, noi ci proviamo specificando che non abbiamo preclusione di dialogo nei confronti di alcuno. Siamo ben consapevoli che tantissimi sono i nostri conterranei che sono elettori a Parma e provincia, altri pur non vivendo nel Parmense sono clienti delle aziende che producono nel territorio ducale, questi fattori saranno la stella polare della nostra sinergia. Consapevoli che la nostra area territoriale di riferimento “Aversa – Giugliano” è tra le più densamente popolate d’Europa, se non del mondo, che interessa molto a chi opera nei vasti mercati