“Ricerche sull’architettura rurale in Terra di Lavoro”, è il di un testo realizzato da Danila Jacazzi, Riccardo Serraglio, Gianluca Pappalardo e Roberto Ominto, che sarà presentato domani alle 19 nella Biblioteca Comunale “Dionigi Iannone” di Villa Literno. Si tratta del primo appuntamento culturale che avrà luogo nella struttura inaugurata appena un mese fa. Il testo curato da Riccardo Serraglio, ricercatore di Storia dell’Architettura, raccoglie ricerche promosse dal Comune di Villa Literno e dedicate alla conoscenza del patrimonio storico dell’archiettura rurale in Terra di Lavoro.

Il lavoro di ricerca, coordinato da Danila Jacazzi, ordinario di Storia dell’Architettuera alla Seconda Università degli Studi di Napoli, ha coinvolto anche Roberto Ominto, Liternese, dottore in Scienze dell’Architettura, che ha condotto un’analisi della struttura urbana proprio di Villa Literno, riconoscendo un contesto ambientale, un impianto territoriale e un patrimonio architettonico finora poco considerati ma significativi sia in quanto espressione di una cultura contadina di tradizione plurisecolare sia per le qualità funzionali degli edifici per la produzione agraria e degli impianti idrovori costruiti dall’Opera Nazionale Combattenti e dall’Ente di Bonifica per il Basso Volturno dagli anni ’30 agli anni ‘5 dello scorso secolo. Il volume raccoglie interventi anche sul territorio denominato Ager Campanus (dai monti Tifatini al basso Volturno), ad opera della professoressa Jacazzi; una ricerca sulle sperimentazioni agrarie condotte nel periodo borbonico nei siti di Carditello, San Leucio e Calvi, redatta da Serraglio; uno studio sui borghi Appio e Domizio istituiti dal ’39 al 43, ad opera di Pappalardo. Oltre ai 4 autori, alla presentazione del volume interverranno il preside della Facoltà di Architettura Cettina Lenza, il prorettore alle Istituzioni della Seconda Università degli Studi di Napoli e direttore del Dipartimento di Cultura del Progetto Carmine Gambardella. Le conclusioni saranno ad opera del Sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi.

Di red