A Parma e nel parmense la maggioranza delle persone sono davvero gradevoli, ma in certi ambienti ci guardano dall’alto in basso, talvolta amichevolmente talvolta con cattiveria. Ci fanno notare che siamo i terroni, eppure non riescono a formare nemmeno un numero sufficiente di insegnanti per istruire i loro figli. Se non fosse per noi che veniamo dal Sud, scolarizzato ma terrone, dovrebbero chiudere le scuole, eppure taluni nei nostri confronti hanno quella insopportabile puzza sotto al naso con aria da superiori del c , e magari sono gli stessi che sanno l’alfabeto oppure sanno contare grazie ad un maestro o ad una maestra del Sud.
A volta si tratta di zitelle schifettose (nel vero senso del termine), altri invece lo sono nei comportamenti e sono quelli i più patetici. Quella r moscia forzata di taluni con laria da superiori, che diventa ancor più goffa quando sono convinti di essere meglio degli altri solo perché parmigiani, e si badi bene non parmensi (loro ci tengono), pieni di se nemmeno fossero nati unti dal Signore. Essere nati in una città dove molti sono ricchi, autorizza tanti poveri a sentirsi ricchi anche se pieni di debiti, un qualcosa che andrebbe studiato sotto il profilo antropologico. Loro sono più onesti, non rubano, sono più colti, sono fissati per l’immagine tanto che cè anche chi si fa il mutuo per apparire più figo. La loro storia poi, e più antica di quella degli altri, Parma forse è più importante di Roma. Uno spettacolo che quando si è di buon umore è bello osservare, guardandoli ci rincuoriamo col fatto che noi con le nostre caratteristiche possiamo campare ovunque (onestamente), questi fuori dal loro brodo devono sperare nelle mense della Caritas. Da noi c’è la Camorra, la Mafia, da loro non succede nulla i ladri e i delinquenti sono di “origine meridionale” o extracomunitari, ma alla fine nelle più grosse inchieste si scopre che i soldi che la Camorra in un modo o nell’altro ci ha sottratto sono andati a Parma. Beh, ma allora? Ieri abbiamo scoperto che il capo della nostra Camorra da noi taglieggia la gente, dilania l’economia, uccide, e poi ripone i danari nelle mani di parmigiani di fiducia, gente che si mette in tiro e passeggia su Via Farini. Per adesso gli hanno trovato 40 milioni di euro. Noi speriamo che i signori Bazzini siano innocenti, ma il contesto investigativo nulla toglie allo scenario paradossale che interessa Parma. Camorristi che sono una sorta di Robin Hood all’inverso, tolgono ai poveri e danno ai ricchi. E la seconda volta che la Parma da bere ha delle congruenze con la nostra Camorra. La Parmalat di Tanzi era stata imposta sul mercato nostrano a suon di bombe, le concessionarie locali in mano alla Camorra hanno fatto diventare l’azienda di Collecchio monopolista di mercato. Imprenditori nostrani costretti a chiudere per far largo a Parmalat, che divenuta l’unica sul mercato faceva pagare il latte al prezzo più caro dEuropa. Cari Parmigiani, amici e non, un consiglio affettuoso, misuratevi prima di atteggiarvi a verginelle di buona famiglia.
Salvatore Pizzo
p.s. Questo discorso vale per una minoranza di parmigiani (fortunatamente)