Mentre l’Aversano, il Casalasco, il Liternese e l’Atellano faticano a decasertanizzarsi, al suo interno la nostra area territoriale, nonostante sia umiliata a sottostare alla potestà provinciale della cittadina di Caserta, presenta elementi identitari abbastanza forti. Licola che si vuole staccare da Giugliano, il rione Santa Croce che da Villa di Briano chiede di passare a San Marcellino ed il Rione Bagno che da Aversa vuole passare a Cesa.
Proprio per quest’ultima vertenza la Regione Campania ha detto sì al referendum consultivo. Dunque, presto la parola passerà ai cittadini di questa fetta di territorio che saranno chiamati a votare per decidere se rimanere aversani o divenire cesani. Resta da stabilire le modalità e la data per il voto, poi toccherà alle centinaia di famiglie che risiedono in questa zona di confine tra Aversa e Cesa, decidere delle proprie sorti. Famiglie che da sempre si ritengono cittadini di Cesa, ma che burocraticamente appartengono ad Aversa. Intanto, il sindaco di Cesa, Vincenzo De Angelis, che sin dall’inizio ha sostenuto la proposta del Comitato Promotore, ha deciso di convocare un incontro tra i rappresentanti di tutti i partiti, delle associazione e del comitato per l’annessione, al fine di stabilire il da farsi in merito all’iniziativa. La proposta di annettere il Rione Bagno al territorio di Cesa, non ha un colore politico, ma raccoglie consensi trasversali ed è stata sostenuta sia da esponenti dei partiti del centrosinistra sia da esponenti dei partiti del centrodestra.