L’associazione “Antigone” nei giorni scorsi ha visitato i sei ospedali psichiatrici giudiziari italiani. ”Alla data del 3 maggio – ricorda l’associazione – gli internati risultano essere 1.266, di cui 116 stranieri, che costituiscono il 9,16% del totale”. Ad Aversa i reclusi dell’Opg “Filippo Saporito” sono 316 a fronte di una capienza regolamentare di 164 unità, un sovraffollamento enorme che nelle scorse settimane è balzato all’onore delle cronache dopo un’inchiesta del Corriere della Sera.

Secondo “Antigone”: "è elevato il numero di internati negli Opg che non avrebbero più ragione di permanervi in quanto non più ritenuti socialmente pericolosi”, nell’Opg di Aversa sarebbero ben 100, ma non ci sono le strutture per riceverli all’esterno, anche perché le Asl dei territori di provenienza spesso non si attivano per assistere questi pazienti, quindi rimangono reclusi senza alcuna prospettiva. Forse l’Italia è l’unico dei paesi occidentali a mettere deliberatamente in carcere degli ammalati che non si sa dove mandare, se così è, si tratta di una palese violazione dei più elementari diritti umani. Nell’Opg di Aversa lavorano 116 agenti e 7 psichiatri a contratto – si spiega e per gli stranieri la condizione di vita diviene peggiore a causa della mancanza di operatori specifici.

Salvatore Pizzo

Di red