Il Rotary Club di Aversa nell’anno in cui ricorre il quarantennale dell’Associazione, il Distretto 2100 ha inteso puntare su progetti rivolti alla valorizzazione del territorio mediante il recupero di beni rientranti nel nostro patrimonio culturale ed artistico, bisognevoli di tempestivi interventi di restauro per essere sottratti ai danni irreparabili causati dall’incedere del tempo. Fanno sapere dal Rotary:
Il conseguimento di un simile obiettivo si rende possibile attraverso il dialogo con le istituzioni pubbliche e con la società civile al fine di sensibilizzare le une e l’altra circa iniziative di esaltazione ed ottimizzazione delle risorse endogene delle nostre terre". La Commissione Arte e Cultura dell’Associazione, per stimolare i giovani ad appassionarsi al progetto trasmettendo loro valori e principi rotaractiani, primo fra tutti lo spirito del "service" emblematico dell’Associazione, ha indetto nei licei classici, artistici e scientifici delle città di Aversa e di Benevento, i cui club sono impegnati in prima linea nella realizzazione del progetto, il concorso "Racconta ed illustra il mito del Minotauro". Due sono le sezioni previste: la sezione articolo di giornale e la sezione disegno. In particolare i primi due licei dovranno svolgere una narrazione del mito soffermandosi sulla sua intrinseca connessione con le luci e le ombre dell’animo umano in forma di articolo di giornale; al liceo artistico invece è richiesto di raffigurare il mostro con la tecnica del carboncino. Gli elaborati scelti, uno per sezione, saranno pubblicati sul giornale ufficiale del Rotaract e alle scuole nonché agli alunni vincitori andrà una pergamena. Il Rotary si occuperà anche del restauro di uno stucco parietale romano rinvenuto, attraverso gli scavi condotti agli inizi del 20° sec, in un piccolo stabilimento termale situato nei pressi dell’antica città di Telesia. Riguardo al frammento, Annunziata Corradini, restauratrice dell’opera ha spiegato come "la mancata pulitura delle sue superfici nonché le micro-lesioni aggravatesi nel corso del tempo hanno reso precario il suo stato di conservazione", ed ha auspicato di riportarlo all’originario splendore in breve tempo. Nicola Busino, ricercatore presso la facoltà di Archeologia della Seconda Università degli studi di Napoli, il quale ha evidenziato attraverso un excursus storico, come le più disparate varianti del mito si siano susseguite nelle varie epoche.