Come solo loro sanno fare, in questi giorni i vari “politici” aversani stanno litigando per salvaguardare il centro storico da presunte speculazioni edilizie.

E’ incredibile come possano fare un discorso del genere delle persone che hanno tessere politiche ad Aversa, dove nell’ultimo mezzo secolo la politica di tutti i colori ha ucciso il territorio urbanizzandolo in maniera assurda creando dei quartieri degradati, i cui appartamenti vengono addirittura presentati come un investimento, e trovano pure i gonzi che spendono fior di quattrini per andare ad abitare nelle fogne. Nessuno politico aversano ha mai pensato che il patrimonio artistico fosse un bene, lo hanno sempre visto solo come qualcosa di “superfluo”, di vecchio, da mettere da parte. Così purtroppo non riteniamo che chi possiede tessere politiche aversane possa parlare seriamente di tutela dalle speculazioni edilizie, la politica aversana è l’antitesi di tutto ciò, la politica aversana nel suo comportamento nelgli 10-15 anni ha scelto di galoppare verso l’inciviltà, e nessun tesserato politico aversano ha la titolarità ad ergersi a paladino contro la speculazione edilizia, chi è contro i signori dei quartini deve guardare tutta la politica aversana come nemica. Questo a prescindere che governi destra, centro o sinistra, se qualcuno ritiene che siano state commesse delle illegalità, abbia il coraggio di andare dall’Autorità giudiziaria e denunciarle, quelle sono le sedi opportune dove riferire le notizie di reato, non certo la politica aversana che non ha alcuno standard di credibilità. Tuttavia in questo bailamme c’è chi pensa positivo, è il caso di Maurizio Pollini il presidente aversano della Confesercenti, che ha chiesto: “ un unico marchio, un unico colore, tabelle uniche vicino ai palazzi del centro storico e decentramento degli uffici comunali. Dice ancora Pollini: «Chiediamo all’amministrazione comunale di sostenere gli investimenti dei giovani, abbattendo le tasse per due anni a favore di coloro che inizieranno un’attività commerciale nel centro storico: un modo concreto per sostenere i giovani e per rivitalizzare il cuore della citt. L’unico centro commerciale che può nascere nel centro storico è quello naturale: chiediamo, cioè, che nasca un vero e proprio marchio, Aversa città normanna, che accomuni con tabelle toponomastiche e con un piano di colore univoco tutto il centro storico e le sue attività economiche. Dico questo -sottolinea il presidente della Confesercenti al giornalista Antonio Marfuggi- senza voler trascurare l’aspetto culturale legato, a filo doppio, al rilancio del turismo».

Di red