Il fatto che Aversa sia una città dalle grandi potenzialità turistiche poco sfruttate, dovute al suo grande patrimonio artistico – monumentale, oltre che alla grande offerta enogastronomica, è notorio. Purtroppo sono miniere d’oro la cui valenza è poco percepita da un’imbelle (pseudo) classe dirigente locale. Non si fa nulla per attrarre turisti e creare ricettività, ogni tanto qualche politicante ne chiacchiera, anche se poi, non avendone le capacità, questi maggiorenti aversani sono tutti proni verso chi realizza quartini, una mentalità diffusa tra la popolazione locale che ha deciso di suicidarsi facendo solo case, tarpando le ali alla ricchezza ovvero allo sviluppo in chiave turistica di tutta la conurbazione aversana.
In questi giorni nella città normanna impazza una polemica, tra il Codacons e la locale amministrazione, relativa all’inaugurazione di un info point in Piazza Mazzini, davanti alla stazione ferroviaria, di per se una cosa degna di una città civile, ovvia per una località che vuole accogliere i turisti, tuttavia singolare perché come al solito i politici aversani non si affidano a personale specializzato, non investono nulla nel turismo. In questo caso l’info point dovrebbe essere attivo grazie al volontariato degli studenti del Istituto per il Turismo “Mattei”, di per se una buona cosa, ma strana in una città che dovrebbe avere nel turismo uno dei suoi principali asset. Si affida a dei volenterosi studenti, come se la Fiat affidasse la sua immagine agli alunni di un liceo di Torino, queste cose solo ad Aversa si vedono. Eppure ci sono già due le esperienze simili che hanno avuto poco successo nel capoluogo normanno: un simile punto informativo fu inaugurato qualche anno fa all’esterno dello stesso Istituto “Mattei”, dove dovrebbero farlo funzionare gli studenti, quindi esso, se veramente funziona, sarebbe aperto solo negli orari di scuola ed un altro è attivo da tempo nella sede della Pro Loco in via Botticelli, anche in questo caso si tratta di una benemerita associazione, quindi di altri volontari. Non si conoscono gli orari di questi uffici ed il turista che arriva in treno, in metrò o con altri mezzi non trova alcuna indicazione per raggiungerli. Questa è l’accoglienza turistica di Aversa, una città con un patrimonio inestimabile: tre alberghi ed una manica di analfabeti che non sanno di possedere una miniera d’oro.
Salvatore Pizzo

Nelle foto sopra i due "punti d’informazione turistica" presenti ad Aversa