Oramai è solo un covo di topi, scarafaggi e … vipere che sarebbero state avvistate e catturate dai residenti della zona. Parliamo del parco dedicato al regista aversano Ninì Grassia che avrebbe dovuto essere aperto al pubblico già da un paio di anni. Sembrava mancasse solo il soggetto a cui affidarne la custodia. In realtà c’era chi per la mancata apertura ipotizzava motivi più seri,

legati ad errori di progettualità. E’ quanto ricordano i componenti del comitato dei residenti di via Maiuri e via Dell’Archeologia presieduto da Angelo Tornese che in più occasioni hanno chiesto la pulizia e l’apertura al pubblico del parco. “L’inerzia dell’attuale amministrazione nei confronti di questo problema è un controsenso” affermano, ricordando che a fine novembre 2010 l’allora coordinatore provinciale del neonato partito di Gianfranco Fini, Futuro per l’Italia, Giuseppe Sagliocco, oggi sindaco di Aversa, fu promotore e protagonista di una conferenza stampa tenuta presso il bar Cimarosa di piazza Mazzini. “In quella occasione- raccontano i residenti allora presenti- tra i tanti progetti messi in cantiere e lasciati inspiegabilmente cadere dall’amministrazione dell’epoca elencati da Sagliocco si parlò ampiamente della struttura di via Atellana, affermando che la mancata apertura era legata all’esistenza di un problema tecnico che avrebbe dovuto, addirittura, sconsigliarne la realizzazione”. “A questo proposito –continuano i residenti- un esponente del gruppo dei giovani di Futuro e Libertà, Carmine Palmiero preannunciò la presentazione di una documentazione tecnica che avrebbe dimostrato la tesi espressa da Sagliocco”. “Ad oggi –osservano- nessuno ha presentato alcuna documentazione, né è stato fatto alcun atto per rendere fruibile alla cittadinanza una struttura costata oltre 260 mila euro e per la quale l’amministrazione passata aveva previsto una spesa ulteriore di 100 mila euro per rinnovarla, progettando di ridisegnarla completamente. Arricchendola con giostrine, due campi da bocce. Realizzando un agorà con tanto di panchine in legno per consentire la comoda partecipazione a spettacoli all’aperto, un’area riservata alle necessità dei cani padronali, una pista per footing oltre, naturalmente, la revisione degli impianti elettrico, idrico e la risistemazione del verde”. “Possibile –chiedono- che la passata amministrazione pensasse di spendere altro denaro pubblico per attuare una serie d’interventi che avrebbero rifatto alcune strutture già esistenti, rovinate dall’incuria m per rendere, finalmente, fruibile un’area che, stando a quanto affermato all’epoca dall’attuale sindaco, non doveva neppure essere realizzata?”. “Considerando che parco Grassia è ancora ermeticamente chiuso e che i dubbi nati dalle affermazioni fatte nella conferenza stampa tenuta due anni fa non sono stati mai cancellatim sarebbe il caso che il sindaco faccesse chiarezza” concludono i residenti.

Antonio Arduino


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