Il caso del medico aversano Nazario Di Cicco ieri è stato al centro della puntata della trasmissione televisiva: Mi Manda Rai Tre condotta da Andrea Vianello. Il professionista aversano è vittima di una situazione paradossale, che in passato è stata già ampiamente descritta dal periodico aversano Nero Su Bianco: Di Cicco nel 2000 lavorava al pronto soccorso dellospedale Moscati di Aversa, e notando la situazione di sfacelo del reparto, segnalò le disfunzioni prima informalmente e poi formalmente.
Addirittura una volta è stato costretto ad usare un attaccapanni, per immobilizzare larto di un paziente che aveva bisogno di cure ortopediche. Allepoca, nel 2000, il Moscati di Aversa era stato indicato primo per morti evitabili, ben 248 in un anno, ed è stata ricordata anche la clamorosa risposta che lallora sindaco di Aversa diede ad uninterrogazione relativa alla mancata apertura della rianimazione: era inagibile ed inidonea dal punto di vista igienico. Di Cicco per le sue denunce si è fatto molti nemici, tanto che i competenti organi dellAsl normanna sono arrivati a dichiararlo formalmente non sano di mente con una diagnosi surreale. Il paradosso sta nel fatto che la stessa Azienda sanitaria ha riscontrato che il medico sarebbe affetto da mobbing sindrom (unico caso al mondo), ciò per il trattamento che avrebbe subito durante il suo servizio nel nosocomio normanno, praticamente ammettono di averlo sottoposto a mobbing. Quel provvedimento disponeva che temporaneamente il medico non potesse esercitare la sua professione, ma questa temporaneità dura da 6 anni, ma il fatto ancor più assurdo è che questa mobbing sindrom non esiste tra le malattie conosciute, tanto che molti di quelli che hanno fatto in modo che una diagnosi simile fosse possibile ed accettata sono sotto processo. Di Cicco che sta combattendo solo contro tutti, adesso si sta laureando in giurisprudenza. Ieri a Mi manda Rai Tre è intervenuta lattuale manager dellAsl, Angela Ruggiero, la quale ha rassicurato i cittadini perché adesso la situazione è nettamente cambiata, la rianimazione sembra essere quella di una realtà civile e le certificazioni di qualità sarebbero ben diverse da quella situazione drammatica denunciata da Di Cicco. Tuttavia la manager è stata messa in difficoltà, quando ha detto di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione da Di cicco, che chiedeva allAsl di costituirsi parte civile nei processi contro quei dipendenti che avevano portato allassurda situazione che vive il medico, quindi Vianello ha letto la risposta che Ruggiero aveva inviato dopo quella richiesta: lAsl dice di voler adire alle vie legali solo dopo aver atteso la fine dei processi. Erano assenti Michele Gaudio, allepoca direttore sanitario del Moscati e Franco Rotelli, ex manager dellAsl di Aversa, ritenuto uno psichiatra di fama mondiale erede di Basaglia, il quale ha ritenuto valida quella strana diagnosi di mobbing sindrom, ha mandato una missiva firmata dal suo avvocato Francesco Marco de Martino, in cui si diceva che molte denunce di Di Cicco sono state archiviate dalla magistratura e che lo stesso medico avrebbe chiesto di essere trasferito al Distretto sanitario di Frignano, circostanza smentita dallinteressato. Nella trasmissione è intervenuto anche il presidente dellOrdine dei Medici di Napoli, Francesco Scalera, che ha ribadito il sostegno alla battaglia di Di Cicco che parla esplicitamente di certificazioni false messe in atto da medici, cosa questa che dovrebbe interessare anche lOrdine dei Medici di Caserta dove sono iscritti molti dei protagonisti di questa singolare vicenda. Ugo Ruffolo, avvocato e consulente della trasmissione ha fatto notare che lAsl una soluzione di reintegro la potrebbe già trovare adesso. Salvatore Pizzo