Una volitiva Aversa si impone al Rinascita per 3-1 contro un avversario tignosissimo come il Pescina, al termine di una partita sofferta, che proprio per questo fà molto morale. Gli uomini di Sergio dopo aver penato per tutto il primo tempo la superiore organizzazione degli abruzzesi, la squadra migliore finora vista all’ombra dell’Annunziata, escono alla distanza imponendo la loro voglia di continuare la striscia positiva,
che iniziata dopo la debacle di Melfi, conta nelle ultime quattro partite, due vittorie e due pareggi. Straordinaria la prova di Perna, che rientrato dopo due mesi di infortunio, mette la sua firma con una doppietta alla vittoria della Normanna, che approfittando dei passi falsi di quasi tutte le dirette concorrenti alla lotta per la salvezza (eccezion fatta per il sorprendete Val di Sangro, che si impone sulla capolista Cosenza), si porta ai margini dei play-out, in attesa di un altro confronto diretto che domenica la vedrà impegnata in terra siciliana contro l’Igea Virtus. La cronaca: speculari i moduli dei granata e dei gialloverdi che si fronteggiamo presentandosi in campo entrambi con il 4-4-2, che vede per l’Aversa la conferma dell’undici di domenica scorsa con la sola assenza del difensore Di Girolamo, per il lutto che gli ha portato via il papà, sostituito da Avolio. In attacco, per la squadra di casa la coppia Menichini-Gennaro Romano. Perna ormai pronto, parte dalla panchina, non avendo nelle gambe ancora i 90 minuti. Il Pescina in attacco schiera l’argentino Arcamone, che tanto male fece all’andata all’Aversa (due i suoi gol di cui l’ultimo, quello decisivo in pieno recupero), affiancato da Bettini che parte da almeno 15 metri dietro. La partita inizia con il predominio netto da parte degli abruzzesi, che prendono in mano le redini del gioco, facendosi vivi dalle parti del portiere della Normanna, già al ‘2 con un tiro di Arcamone, che Castelli sventa con un goffo, ma decisivo intervento a mano aperta. Ancora l’attaccante argentino protagonista della rete del vantaggio del Pescina, che arriva al ’10. Arcamone, perso di vista da Avolio, nella prima delle tantissime amnesie difensive della giornata, si invola sulla fascia sinistra e da lì lascia partire un cross su cui De Angelis batte al volo, uccellando l’estremo difensore aversano. Sul Rinascita, illuminato da un tiepido sole, scende il gelo, che potrebbe diventare ghiaccio bollente, se Giordano un minuto dopo la rete del vantaggio non si divorasse il gol dello 0-2, appoggiando un tiro da distanza favorevolissima nelle mani di Castelli. L’Aversa in pieno black-out si scrolla al ’12, con un tiraccio di Zolfo, che il semi addormentato portiere Bifulco respinge con qualche difficoltà. Al ’20 ancora un liscio di Avolio, con Arcamone che in fac-simile della prima rete, scorazza a sinistra, ma stavolta sul suo traversone, il compagno Bettini non ha la cattiveria necessaria per infilare in rete, facendosi sterilizzare dal recupero del difensore aversano, che in coppia col portiere Castelli sventa la minaccia. Ancora Pescina pericolosissimo al ’27 con Bettini che si beve uno stralunatissimo Avolio, su cui salva Zolfo a un metro dall’irreparabile raddoppio. C’è una sola squadra in campo ed è la compagine allenata da Perrone, che però non riesce a chiudere la gara, colpa che pagherà duramente nel prosieguo della stessa. Perché l’Aversa pareggia nell’unico tiro nello specchio della porta del primo tempo. Merito di Franzese, che segna un eurogol, battendo al volo di destra su un cross dalla sinistra di Gennaro Marasco, che taglia tutta l’area, trovando l’impatto decisivo, su cui nulla può il portiere abruzzese. Il Pescina schiuma rabbia e cerca di riportarsi avanti con una bella iniziativa del furioso Arcamone, che al ’44, tira dal limite, con la palla che esce di pochissimo alla sinistra di Castelli. Si va negli spogliatoi, sull’1-1, bugiardo per quello che si è visto in campo. Nel secondo tempo cambia tutto. Il Pescina, evidentemente choccato, inizia al piccolo trotto e la grande voglia dell’Aversa prende il sopravvento, ribaltando completamente le sorti della gara. Scarna la cronaca della ripresa, in cui piano piano l’Aversa inizia a comandare il gioco, fino ad arrivare al, a quel punto meritato, vantaggio, al ’75 con un colpo “di sedere” di Perna che subentrato al ’46 ad un nervosissimo Gennaro Marasco, che si era beccato con i tifosi della tribuna, ribatte in rete una respinta del portiere Bifulco, su un insidiosa punizione di Pagano. A quel punto, è chiaro che la partita la vincerà l’Aversa, che a differenza degli avversari, approfitta del momento negativo del Pescina, chiudendo definitivamente la contesa al’85, col secondo gol di Perna, lestissimo a deviare in gol, un colpo di testa di Maraucci, che svetta su un calcio d’angolo di Longo. Termina in gloria per i padroni di casa una partita soffertissima, dove il cuore e anche un po’ di fortuna, hanno fatto la differenza. Nicola di Santo