Nell’indifferenza dei politicanti nostrani e di quella borghesia piena di sé, molti dei tesori artistici che un tempo erano custoditi nel nostro territorio hanno preso altre vie, i ladri d’arte hanno saccheggiato tutto quello che potevano per rivendere le opere a facoltosi compratori tutto il mondo. Ciò in qualunque posto civile sarebbe stato vissuto come un dramma ma qui da noi nisba, sembrano fatti di amianto.

Il saccheggio oltre ad essere un danno alla cultura lo è anche all’economia, il turismo culturale altrove è un business importante, qui da noi si vorrebbe abbattere qualunque cosa per fare un quartino, e quando non si abbatte si lascia che tutto vada in malora nel sostanziale menefreghismo, anche di quei tanti laureati di ultima generazione, che pretendono di avere un ruolo importante nella società in virtù del pezzo di carta che tanto piace a papà e mammà, ma che nulla sanno dei tesori che sono anche loro. E’ di questi giorni la notizia che i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze hanno concluso un’indagine che ha permesso di recuperare tre lastre in marmo, due rubate a Pozzuoli ed una nella Chiesa della Maddalena nell’omonimo complesso dell’ex manicomio. Il bassorilievo asportato nella città normanna ha al centro un grifone rampante con croce greca, non risultava tuttavia nemmeno da ricercare, nessuno ha mai seriamente catalogato ciò che abbiamo, anzi ciò che avevamo. Attesa la particolarità dell’opera, attraverso lo studio dell’epoca, del disegno, della qualità del materiale e approfonditi riscontri documentali, i militari hanno individuato la collocazione geografica del bene. Le lastre sono state sequestrate in abitazioni di Firenze e Roma, ed erano usate come elementi decorativi. Come altri tesori c’è da scommettere che nonostante siano state ritrovate non ritorneranno mai più ad Aversa, perché nessuno si preoccuperà di andare a reclamarli.

Salvatore Pizzo