Nel rione Savignano la storia si ripete, ancora lavori pubblici fatti male, senza un minimo di controllo. Dopo quelli di via Cupa Scoppa –segnalati sul n° 17 di NerosuBianco- questa volta sotto accusa sono i lavori fatti nella piazza. Modificata nella struttura per diventare vivibile, più facilmente percorribile e sicura grazie alla creazione di un spartitraffico che obbliga a nuovi sensi di marcia.

Un’opera finita da così poco tempo che non è stato ancora tagliato alcun nastro. Eppure già si corre ai ripari per rimediare ai danni creati alla pavimentazione dal traffico. Tant’è che qualche giorno fa, armato di secchio e cazzuola un operaio era intento a tappare i buchi presenti tra i sanpietrini che pavimentano l’arteria, parzialmente chiusa con un nastro bianco e rosso. Ovvia la rabbia dei residenti che si erano mobilitati per denunciare al primo cittadino gli errori commessi da chi sta provvedendo al rifacimento della zona segnalando in particolare le anomalie rilevate proprio in via Cupa Scoppa, perché intervenisse. “Abbiamo mandato al sindaco –ricorda un residente- l’elenco delle cose che non vanno ottenendo la sospensione dei lavori. Però adesso è troppo. Non solo stanno facendo male i lavori ancora in corso, ma hanno fatto male anche quelli già finiti solo pochi mesi fa. Tant’è che hanno messo una pezza ai buchi che già si sono formati nella piazza dimostrando che i lavori pubblici non hanno un minimo di tenuta”. Ma il problema non è solo la piazza, anche via Toti le cose non vanno meglio. La signora Raffaella, ottant’anni compiuti da poco, porta sul volto il risultato degli errori commessi da chi sta rifacendo le strade del quartiere. “Stavo andando a depositare la spazzatura, erano da poco passate le ore 19 e 30, quando sono caduta inciampando in un buco di via Toti. E il risultato è che mi sono quasi spaccata la testa”. “Purtroppo -aggiunge- ero sola e non sono potuta andare al pronto soccorso altrimenti avrei citato il Comune per danni”. Danni che, per sua fortuna, si limitano a una escoriazione e una grossa lividura guadagnata aggrappandosi al cancelletto che chiude l’altarino dedicato a Padre Pio, edificato giusto all’angolo della piazza. Un gesto istintivo che l’ha salvata dal peggio, ma la vecchietta è furente. Come tutti i residenti della zona, c’è l’ha con i politici, in particolare con quelli locali, quelli che abitano o hanno attività nella zona e più esattamente in via Piave e via Toti. “Perché –dicono- pur avendo la possibilità di vedere come vengono eseguiti i lavori non hanno fatto e non fanno niente. Si limitano a guardare. Ma al prossimo voto torneranno a bussare alla nostre porte e allora saremo noi a farli correre” .

ANTONIO ARDUINO