Domenico Cimarosa, Niccolò Jommelli e Gaetano Andreozzi (detto lo Jommellino), il trittico di compositori aversani lo scorso fine settimana è stato il protagonista della celebrazione del grande 700 musicale aversano, che ha avuto uno spazio preminente nellepopea dellopera buffa. Domenica nella città normanna è stato firmato il protocollo d’intesa tra il Comune di Aversa e la Soprintendenza della Reggia di Ludwigsburg (Germania), si tratta della città dove Jommelli fu molto attivo. Levento è stato inserito nellambito della manifestazione "Da Annibale a Garibaldi", promossa dalla Camera di Commercio.
La celebrazione dei tre grandi di Aversani si è aperta al Salone Romano del Teatro Cimarosa, dove si è svolta una mostra curata da Veronica Gioia e Silvana Di Sarno, dove sono stati esposti vari cimeli, ma lattenzione era tutta per i tre abiti depoca dei Cigni di Aversa ricostruiti fedelmente proprio dalla Di Sarno (nella foto), storica del costume. La ricostruzione dei capi ha rispettato tutti i criteri sartoriali dellepoca. Dopo linaugurazione della mostra, nel gremito Teatro Cimarosa, è stato presentato il testo: «I grandi musicisti aversani. L’aristocratico Iommelli, il vivace Cimarosa e il tradizionalista Andreozzi: tre uomini diversi, una sola, immensa arte. Un testo di cui è autrice la storica Filomena Di Sarno (cugina di Silvana).Ovviamente si gongolava lassessore alla cultura Nicola De Chiara, regista di questoperazione culturale, ha detto: Bisogna ormai pensare ad una Scuola Musicale Aversana e mettere in campo una manifestazione annuale e duratura". Il presidente dell’Ascom di Aversa Franco Candia, ha detto che: "La manifestazione è stata ideata nel 2005 dalla Camera di Commercio per creare un itinerario storico ed enogastromico". Tra gli altri hanno partecipato il sindaco Domenico Ciaramella, il direttore del Conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli, Vincenzo De Gregorio, il Soprintendente della Reggia di Ludwigsburg Ulrich Kruger e Remo Boccia, fondatore del Giornale Italiano, testata tedesca di lingua italiana.
Salvatore Pizzo