Non siamo mai stati teneri con i sindacalisti del comparto scuola, riteniamo che le confederazioni sindacali ritenute più rappresentative, Cgil, Cisl e Uil, abbiano sempre agito ispirate, a volte meno a volte di più, a logiche di appartenenza politica e non di obiettività, questa volta si stanno comportando davvero con equidistanza. Dopo che il Governo del centro sinistra ha fatto trapelare che con la prossima finanziaria ha intenzione di ridurre il numero degli insegnanti, dai tre sindacati della cosiddetta triplice si è levato il grido: Giu’ le mani dalla scuola !
Le indiscrezioni sui contenuti della Finanziaria, parlano di: riduzione del numero di classi, taglio degli organici tra cui i docenti di sostegno, dimezzamento degli scatti di anzianità. Furibondi i sindacalisti dopo un incontro avuto con il Presidente del Consiglio Romano Prodi: ”Piu’ che a una proposta di Legge Finanziaria siamo di fronte – dichiara il segretario generale della Flc-Cgil, Enrico Panini – a un chiaro esempio di come si può far impallidire anche un concetto come quello di macelleria sociale. Abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio di fermare subito queste indegne proposte, di impegnarsi a una netta discontinuità sul versante del precariato docente e ata, degli investimenti per la scuola statale, dei rinnovi contrattuali, dell’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 almeno. O riceviamo risposte urgenti, nette e inequivocabili che disconoscano quel testo oppure apriremo unitariamente una grande stagione di lotta con scioperi, manifestazioni, presidi e altro ancora. ”Su quelle che riteniamo le tre gravi emergenze della scuola – finanziaria, contratto e precariato – abbiamo rivendicato la coerenza degli impegni assunti con il Paese nel programma elettorale e di governo, finalizzati a una netta discontinuità politica rispetto al passato, con investimenti tesi alla valorizzazione della scuola e del suo personale” ha aggiunto il segretario generale della Cisl scuola , Francesco Scrima sottolineando come il Presidente del Consiglio abbia assunto personalmente l’impegno di affrontare con il Ministro dell’Economia le questioni sollevate. Duro anche il segretario generale della Uil scuola , Massimo Di Menna: ”Abbiamo chiesto a Prodi di mettere mano al portafoglio e dare certezze in materia di contratto, fare un piano di assunzioni per i precari e bloccare la sciagurata politica di tagli. Il presidente del consiglio si è limitato a prendere atto delle nostre richieste. Certo e’ – ha concluso il sindacalista – che se non avremo risposte concrete nelle prossime ore, se non arriveranno soldi per il settore, la categoria sciopererà. E intervenuto anche Paolo Nigi, segretario generale dello Snals, anche lui è stato da Prodi: Con nessun impegno ma con la convinzione che non ci saranno assunzioni di precari, ci sarà una moratoria sui contratti, tagli agli organici e agli scatti di anzianità. Su queste basi – ha avvertito il sindacalista – la reazione della scuola sarà forte”. La Gilda degli insegnanti fa sapere che: ”Se la legge Finanziaria che uscirà venerdì prossimo dal Consiglio dei ministri confermerà i contenuti trapelati in questi giorni, chiameremo gli insegnanti alla mobilitazione, con inevitabili scioperi”.
Salvatore Pizzo