La politica aversana è sempre più casertanizzata, questi politici casertani si comportano davvero come se il capoluogo del nostro comprensorio si trovase nel casertano, fanno finta di non capire che Caserta non ha nulla a che vedere con Aversa, ed è solo per uno sfogo di legge ancora il “nostro” capoluogo di provincia, la colpa di ciò è principalmente dei “politici” aversani che non contano nulla.

Ieri il parlamentare Pierino Squeglia, segretario provinciale (casertano!) della Margherita, ha ufficializzato la nomina provvisoria di Angelo Lettera a responsabile cittadino, anche lui un dirigente giovanile provinciale di Caserta. Come si permette lui che è casertano? Facile, i suoi amici di partito accettano Caserta come capoluogo, nessuno ha il coraggio di dire a questi casertani di andare a comandare dalle loro parti, nella loro provincia. Aversa è l’unica città italiana dove questi casertani osano “sconfinare”, pensate questo onorevole Sgueglia se si permettesse di fare la la stessa cosa in un’altra città italiana. Cosa c’entra lui, casertano, con la politica di Aversa? La verità è che i politici aversani non sono percettibili, tanto che quelli delle altre città lì considerano inesistenti come in questo caso, i casertani usano Aversa come colonia. Scrive questo parlamentare, che forse nel merito avrà pure ragione, ma essendo casertano qui nell’Aversano è fuori zona: “Il risultato elettorale delle ultime amministrative ad Aversa è stato il naturale risultato di un partito allo sbando, chiuso in se stesso, dilaniato in un letale gioco di contrapposizioni pregiudiziali e precostituite e di alleanze momentanee e ballerine; un partito vittima di protagonismi esasperati con una totale assenza del senso della squadra. Sono state tentate tutte le strade possibili per tenere il partito unito, anche accettando contraddittorie iniziative assunte a livello locale, ma tutto è stato inutile. Tutto questo a dire di un partito ridotto a mera salvaguardia dell’interesse politico personale; un partito in cui la presenza di altri è stata considerata non un arricchimento ma un ostacolo e un danno per se stessi. Una nota a me coindirizzata e pervenutami qualche giorno fa (sottoscritta da sedicenti componenti di un direttivo mai eletto) e contenente osservazioni farneticanti, del tutto estranee al modo di essere e di comportarsi dei cattolici democratici e popolari e tipiche, invece, di una cultura che ritenevamo del tutto debellata, dimostra che, nonostante la lezione elettorale, non c’è volontà di mettere un punto fermo sul passato e sugli errori commessi. Mentre un punto fermo, azzerare la situazione pregressa è, invece, quello che responsabilmente dobbiamo fare. Il passato non dobbiamo dimenticarlo soprattutto perché ci serve ad evitare gli errori che non vanno ripetuti, ma a noi politici tocca vivere il presente e costruire il futuro. Dobbiamo fare un grande sforzo per eliminare la confusione che regna sovrana e fare chiarezza per costruire un organismo solido ed autorevole”. Bene, ma un segretario regionale la Margherita non ce l’ha? Oppure sono gli stessi aversani della Margherita che si considerano stessi casertani. Come se un romano dicesse di essere viterbese….

Salvatore Pizzo