Continua il processo per la morte di Maxim, il bimbo di 5 anni ucciso nella notte tra il 17 e il 18 luglio del 2014, dal padre adottivo Massimo Maravalle all’interno del suo appartamento a Pescara. Questo pomeriggio è stato infatti conferito, dal gup del tribunale di Pescara Nicola Colantonio, l’incarico al perito Caterina Del Zingaro per la trascrizione di diverse intercettazioni telefoniche e ambientali, alle quali sono stati sottoposti i quattro imputati per la morte del bambino.

Insieme a Maravalle, che soffocò il piccolo ”in preda a un delirio letale, paranoide e persecutorio” e che è stato rinchiuso nell’Opg di Aversa fino al 28 settembre, sono imputati anche la moglie Patrizia Silvestri, accusata di falso in concorso, poiché insieme al marito, durante i colloqui per l’adozione internazionale, avrebbe omesso di riferire informazioni sui disturbi psichiatrici del consorte, e con lei anche i medici che adesso devono rispondere del reato di falso, per avere redatto due certificati, nel corso delle procedure per l’adozione del bambino, nei quali è stata attestata l’assenza di patologie nell’aspirante genitore.

Massimo Maravalle invece, dal 28 settembre di quest’anno gode del regime della libertà vigilata, che gli e’ stato concesso dal gip in sostituzione della detenzione presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, dove era stato rinchiuso nel dicembre del 2014. L’uomo oggi vive insieme alla moglie nella casa in cui fu ucciso il piccolo Maxim.

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