Il deputato frignanese Italo Bocchino (nella foto) nel suo ruolo di vicecapogruppo alla Camera del Pdl sta sostenendo a spada tratta il decreto Tremonti – Gelmini, che toglie 8 miliardi alla scuola italiana e che provocherà ucna riduzione in tre anni di 88mila 400 insegnanti e 44mila 500 amministrativi, parla di razionalizzazione della spesa pubblica che provocherà il mancato rinnovo di molti contratti a tempo determinato, un dramma che colpirà anche molti suoi conterranei. La riduzione della spesa è assai discutibile quando la si applica alla scuola, ma almeno che Bocchino sia coerente, invece a quanto pare non lo è. Ieri il Corriere Economia, il supplemento economico del Corriere della Sera, ha pubblicato un articolo che merita di essere letto attentamente (sa.pi).
(Dal Corriere Economia del 27 ottobre 2008) Che giornale è, L’Umanità”? E chi lo pubblica? Non tutte le curiosità di un potenziale lettore sono fatte per essere soddisfatte. “La società Edizioni Riformiste segue il seguente orario”. Almeno fino a qualche giorno fa una voce titubante leggeva a fatica una sciarada senza soluzione: finita la frase, infatti, ringraziava e riattaccava. Che orario segua la società editrice guidata da Francesco Ruscigno, uomo di fiducia del colonnello di An in Campania Italo Bocchino e a lui legato da diverse iniziative editoriali, resta così affidato alla fantasia ed alla buona volontà di chi abbia cercato sull’elenco telefonico il numero di un editore quantomeno misterioso. Che tra i suoi soci, a fine 2007, stando ai dati di bilancio, annoverava il capo della segretaeria del Ministro Mara Carfagna, Mary Cacciapuoti, e che per scopo sociale dichiarava la pubblicazione, appunto, de “L’Umanità”. Le Edizioni Riformiste in questione non sono quelle della famiglia Angelucci che editano “Il Riformista” di Antonio Polito. La differenza la fa un trattino: “Edizioni Riformiste – società cooperativa”, quella prima di Velardi e poi degli Angelucci; omonima ma senza punteggiatura interna, quella del vicecapogruppo del Pdl. Le “Edizioni Riformiste” di Italo Bocchino esistono dal 1994 e sono guidate da Francesco Ruscigno commercialista napoletano che lungo gli anni ha assommato oltre un centinaio di cariche, tra consigli, presidenze, liquidazioni e ruolo di sindaco in società dagli scopi sociali più svariati. Ad oggi, Ruscigno è attivo nell’editoria come consigliere di E-Polis, la società che edita la free press omonima, ma è nel legame con Italo Bocchino che si è formato le esperienze pregresse più importanti in campo editoriale: basti pensare al Roma, e all’Indipendente. Dell’Umanità, invece, si sa poco e reperire informazioni sulla pubblicazione e sulla società – che risulta tuttora attiva- non è facile: perché la segreteria telefonica della sede dell’Editore in Via Vittorio Emanuele II rimanda ad un orario non precisato, mentre la sede legale, stabilita in Via Sicilia al 137, sempre a Roma, non è contattabile. Difficile, insomma, venire a capo del piccolo mistero. Un nome che rimanda a ere geologicamente lontane dall’odierno, alla Prima Repubblica in cui un quotidiano con tale nome era l’organo del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, poi Psdi. Ma Saragat e giornale di partito sepolto nella memoria degli archivi, non meritano di essere scomodati. Con l’Umanità di Bocchino siamo in piena Seconda Repubblica. Parliamo infatti di un politico campano quarantenne, con la passione dell’editoria e del giornalismo, che viene dal Msi e dal suo movimento giovanile. Di un gruppo editoriale smilzo, come usa oggi, con appena tre dipendenti. Di un giornale – meglio di una società editoriale – che l’anno scorso ha perso oltre 380mila euro, appena più dei 370mila che ha ricevuto come forma di contributi all’editoria. proprio quei contributi che, di tanto in tanto, tornano nella lista nera degli sprechi da combattere e delle ingiustizie da legalizzare. L’ultima volta, peraltro, è successo all’inizio di questa legislatura.
J.T.

Di red