Qualche mese fa un noto scrittore autore di un libro in cui racconta i fatti del Clan dei Casalesi, gli stessi che da anni i giornalisti del nostro territorio vanno scrivendo con coraggio, forte degli appoggi mediatici giusti è intervenuto al Festival della Letteratura di Mantova sostenendo che i quotidiani che si occupano di queste cose nel nostro territorio sono strumento della Camorra per lanciare i suoi messaggi.
Un’accusa incredibile fatta a giornalisti coraggiosi che prima di altri hanno osato squarciare il velo d’omerta, rischiando anche la pelle, gente che talvolta è stata anche malamente copiata da qualche fortunato autore che in questo modo sostiene di aver mostrato il suo coraggio anticamorra. Ebbene, manco a farlo apposta il propalatore di quegli schizzi di fango spruzzati in quel di Mantova è stato smentito a distanza di poco tempo, della serie le bugie hanno le gambe corte: i soliti ignoti nottetempo hanno “fatto visita” alla redazione della Gazzetta di Caserta, portando via attrezzature telematiche. necessarie per fare in modo che il giornale sia in edicola e le carte relative ad uno scandalo relativo ad una società di recupero crediti dell’Aversano di cui il giornale si è occupato, tanto che la seconda carica dello stato, il Presidente del Senato Schifani, ha ritenuto necessario recarsi di persona presso la redazione per esprimere la sua solidarietà. Detto questo, va comunque ricordato che il modo di fare giornalismo del direttore della Gazzetta di Caserta è assai discutibile, (chi scrive ne ha una diretta, documentata e personale esperienza) ha una concezione onirica della notizia, talvolta la nera diventa tale anche quando non lo è, ma il problema semmai è strettamente deontologico e non certo afferente a presunti legami criminosi che l’eroe dei noantri ha voluto far credere.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo