Dopo le perquisizioni eseguite ieri dalla Guardia di Finanza di Venezia, in diverse regioni da nord a sud Italia, affiora di nuovo l’intreccio tra camorra e terrorismo internazionale. Tra i 30 indagati, che secondo gli inquirenti sarebbero coinvolti nell’arruolamento di persone nelle fila del terrorismo islamico e nel traffico di armi destinate a diversi Paesi africani, è emerso anche il nome di un uomo di Parete, F.C.

Ma l’’inchiesta condotta dalla Dda di Napoli, non è certo la prima che collega questo territorio al terrorismo internazionale. Già nel 2009, come raccontammo sulle pagine della nostra Testata, sempre la procura di Venezia avviò una serie di perquisizioni nell’abitazione di Nasser Hidouri, Imam della moschea di San Marcellino. Hidouri, che fu accusato di aver prestato supporto logistico a clandestini provenienti dall’area magrebina, è stato poi prosciolto da tutte le accuse nel 2011.

L’Imam di San Marcellino, visto il nuovo filone che collega ancora una volta il Veneto all’Aversano, si è pronunciato sulle indagini che lo colpirono, dichiarando: «Non c’era nulla sul mio conto. In sostanza, era venuto fuori che alcune persone di Venezia, probabilmente miei connazionali, avevano in agenda il mio numero di telefono. Erano persone che, in realtà, non conoscevo. Dopo il sequestro dei miei documenti e di alcune carte che possedevo a casa, mi hanno restituito tutto con tante scuse. Nel maggio del 2011 mi è giunta la comunicazione ufficiale dell’archiviazione».

Indagato l’imam di San Marcellino, per la quarta volta tracce di Al Qaeda portano nell’Aversano

Terrorismo islamico , in carcere anche un giuglianese

{fcomment}.

Di E.P.