Tre italiani su quattro ritengono molto importante il ruolo dei Consorzi di Bonifica e dichiarano una elevata sensibilità al tema del disboscamento e forte preoccupazione alla evidente e rapida cementificazione del territorio. E’ il dato che emerge dall’indagine demoscopia illustrata da SGW all’interno del convegno “La rivoluzione blu: acqua, agricoltura e ambiente” organizzato, nei giorni scorsi, dall’associazione dei consorzi di bonifica.

“L’argomento non è privo di attualità, afferma Fabio Massimo Cantarelli Presidente del Consorzio Agrario di Parma uno dei leader della food valley italiana, perché il governo precedente con la finanziaria 2008 aveva previsto la soppressione dei consorzi di bonifica. Teniamo presente che quando si parla di Consorzi di Bonifica si parla di 178 consorzi a livello nazionale, 18 milioni di ettari gestiti, di 180.000 Km di canali, 116 centrali elettriche, in pratica il 60% del territorio gestito e amministrato dal punto di vista idrico dal Consorzio di Bonifica(…)” “Il ministro Zaia, conclude Cantarelli, ha deciso di rinviare al 31 dicembre prossimo la decisione sui consorzi. Rispetto alla alternativa: entrare nel carrozzone della pubblica amministrazione oppure essere ispirati al principio dell’autogoverno, dice Cantarelli: “Per il mondo agricolo la risposta è intuibile: no alla burocratizzazione dei consorzi, si ad un autogoverno ispirato però ad una maggiore efficienza.”

Di red