Ieri è stato chiuso con il licenziamento la procedura a carico di S. I., agente di polizia municipale di Casal di Principe, già condannato a due anni ed undici mesi con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni,

perché aveva attestato falsamente la convivenza di due donne con i figli del capo clan Francesco Bidognetti, detto «Cicciotte e Mezzanotte».  L’inchiesta, coordinata dai pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio, Ida Froncillo e Alessandro Milita, era stata avviata in seguito alle intercettazioni dei colloqui avvenuti nel penitenziario di Teramo tra Gianluca Bidognetti e i suoi familiari. Il giovane figlio del boss si lamentava di non poter vedere la fidanzata e di non ricevere telefonate dai parenti, perché il telefono di casa Bidognetti era intestato al nonno defunto e la direzione del carcere non autorizzava chiamate provenienti da quell’utenza.

 

S.I., in qualità di vigile urbano aveva attestato la residenza della fidanzata di Gianluca Bidognetti, in un’abitazione situata in via Firenze a Casal di Principe, un espediente adoperato per consentire alla donna di ottenere colloqui in prigione. La stessa procedura era stata adottata per la fidanzata di Aniello Bidognetti.

Insieme a lui era stato arrestato anche un altro agente, fratello del boss Vincenzo De Falco, assassinato nel 1991. Entrambi gli agenti avevano agito obbedendo alle richieste del boss Michele Bidognetti, lo zio dei due giovani dietro alle sbarre che volevano vedere le fidanzate.

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