Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto un comunicato del Comune di Casandrino che annunciava un’iniziativa dell’amministrazione comunale, finalizzata a fare in modo che l’unico sportello bancario presente nella cittadina non chiudesse. Siccome nell’accezione di molti degli stessi casandrinesi la loro polis è solo un “paese”, del resto Casandrino non ha formalmente il titolo di città, abbiamo puntualizzato che definirsi paese, (come correttamente dal punto di vista formale era scritto nel comunicato dell’ente) avendo oltre tredicimila abitanti non era il caso. Il nostro non è stato un attacco politico a chicchessia, anche perché non ci interessa, ma un sano stimolo per i lettori di Casandrino: vogliono essere “paesani” o “cittadini”?

Abbiamo invitato gli amministratori, passati e presenti, compresi quelli di opposizione a chiedersi perché il loro territorio è schivato in maniera così marcata dagli operatori economici ed imprenditoriali, quali politiche sono state attuate negli ultimi decenni per creare condizioni favorevoli che potessero attrarre investimenti. E’ grave che nemmeno tenere aperto un solo semplice sportello bancario pare appetibile. In realtà l’invito a riflettere non dovrebbe riguardare solo quelli che governano il “paese”, ma tutta l’intellighentia locale, ivi comprese le opposizioni politiche di ieri e di oggi, i commercianti, gli uomini e le donne di cultura e quanti altri dovrebbero avere amore per i propri luoghi. Se l’unica (!!!) banca del paese chiuderà magari si potrebbe sfruttare una nuova peculiarità: “Casandrino comune debancarizzato”.
Auguri alla gente di Casandrino.

s.p.
{fcomment}

 

Di s.p.