La Regione vuole chiudere il presidio ospedaliero di Casoria, infatti lo ha escluso dal piano ospedaliero regionale. Contro questa prospettiva è stata annunciata un’azione del consigliere regionale Nicola Caputo (Pd), il quale ha detto: “Scriverò al Presidente della Giunta regionale e al sub commissario Zuccatelli per rappresentare il grave danno per il territorio che deriverà dalla prevista esclusione del Presidio Ospedaliero, Santa Maria della Pietà di Casoria. E’ chiaro – aggiunge Caputo – che c’è un atteggiamento contraddittorio della Regione negli ultimi mesi, che va, in qualche modo, sanato.
E’ necessario che per quanto riguarda il Presidio Ospedaliero di Casoria si lavori ad una revisione di quanto previsto dal Piano Ospedaliero regionale”. Dello stesso avviso è stato anche il Consigliere Raffaele Topo, pure lui del Pd, il quale chiede che, “ la Commissione assuma un’iniziativa unanime nei confronti della struttura commissariale per correggere in via amministrativa il Piano presentato al Governo. Trattandosi – conclude il Consigliere Topo – di una struttura ospedaliera equiparata al pubblico ed ubicata in un territorio a debole offerta sanitaria”. Ciò è stato detto a margine di un’audizione avvenuta in regionale, alla quale è intervenuto anche il Direttore del P.O. di Casoria, Padre Li Calzi che ha spiegato, “il presidio gestito dai padri camilliani costa appena 17 milioni di euro l’anno e offriamo un’offerta sanitaria ad un territorio che ha gravi carenze” “E’ chiaro, – aggiunge il Consigliere Gennaro Nocera – che ci troviamo in una area carente di strutture sanitarie e di pronto soccorso, quindi, è necessario mantenere questo ospedale sul territorio di Casoria, dello stesso avviso il Consigliere Carmine Sommese per il quale, “il Pronto Soccorso del P.O. di Casoria ha già dato prova di competenza e di organizzazione ed è indispensabile per il territorio la sua salvaguardia”. E’ necessaria – conclude Caputo – una rimodulazione del Piano Sanitario regionale ed una maggiore riflessione sull’esclusione del presidio della rete del pronto soccorso. Penso questa sia la strada che possiamo intraprendere”

Di red