I carabinieri e la polizia hanno arrestato Antonio e Maurizio Lavoro due elementi ritenuti organici al Clan dei Casalesi, sfuggiti alla retata dell’altro ieri che ha riguardato 39 persone e battezzata come operazione “Free River”.
Antonio Lavoro è stato arrestato a Bronzolo, un piccolo centro a sud di Bolzano, dove si trovava alle dipendenze di una ditta di Ascoli Piceno ed alloggiava con altri operai in una pensione della zona. L’altro, Maurizio Lavoro di 37 anni, è residente a Ciro’ Marina, nel crotonese, da circa due anni, dal momento che era sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con divieto di soggiorno nella provincia di Caserta. Questa mattina personale della squadra Mobile della questura di Crotone in collaborazione hanno rintracciato e arrestato Maurizio Lavoro nella sua abitazione a Ciro’ Marina notificandogli l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Dda di Napoli. L’uomo e’ accusato di associazione mafiosa, omicidio, rapina, estorsione, incendi e danneggiamenti. L’indagine nella quale i due sono coinvolti ha fatto luce sulle attività del clan dei Casalesi che ha assunto il controllo di interi settori commerciali e imprenditoriali del litorale domizio, imponendo tangenti a stabilimenti balneari, case di riposo per anziani, società di costruzioni, cantieri edili, giungendo a controllare finanche la fornitura dell’acqua potabile. Questa non è stata l’unica operazione messa a segno dalle forze dell’ordine nella nostra zona: gli agenti del Commissariato di Aversa hanno scoperto a Grumo Nevano un centro di smistamento di droga. I poliziotti normanni, pedinando alcuni tossicodipendenti della zona, hanno fatto irruzione nell’abitazione di Domenico Russo, di 45 anni, che si trovava agli arresti domiciliari, e in un armadio oltre 210 grammi di hashish. A Russo che è stato trasferito nel carcere di Poggioreale, gli agenti hanno anche sequestrato 700 euro, ritenuti provento dello spaccio della droga. Martina Fontana