Le parole di un ministro pregiudicato dopo che per due volte il figlio è stato bocciato
Umberto Bossi noto ministro pregiudicato, originario della provincia di Varese, dopo la seconda bocciatura del figlio allesame di maturità ha insultato la gran parte del corpo docente italiano, ciò dopo aver compiuto gesti sconvenienti tipici di chi non è avvezzo ad usare il Galateo. Capita spesso che i ragazzi gravati da insuccessi scolastici hanno la sfortuna di avere genitori con la fedina penale non pulita, adulti che non disdegnano di compiere gesti sconvenienti in pubblico ed essere avvezzi ad un lessico scurrile, i quali anziché inculcare ai loro ragazzi il rispetto per listituzione scolastica la denigrano. Una combinazione di caratteristiche che di certo non è un bellesempio per i giovani che, trovandosi in condizioni di questo tipo, rischiano di seguire lesempio dei padri e che per questo avrebbero bisogno di unadeguata assistenza da parte dei servizi di prevenzione. Di casi così gravi ce ne sono tanti nelle scuole, gli insegnanti fanno quello che possono, ma varcata la soglia delledificio scolastico la loro azione viene vanificata dalla realtà esterna, dove di certo la scuola non può arrivare. Umberto Bossi ha avuto problemi con la giustizia che non sono da poco, è stato condannato in via definitiva ad 8 mesi al processo per la maxitangente Enimont, in particolare per un regalo di 200 milioni di vecchie lire fatto al suo partito la Lega Nord. Questa volta nel corso di un suo intervento svolto a Padova, la gradevole città dove viene servita della deliziosa grappa veneta, prima ha rivolto il dito medio allindirizzo dellInno nazionale, poi dopo linqualificabile gesto, il parlamentare che paradossalmente rivendica di essere espressione del civilissimo Nord, dove il Galateo è certamente presente nelle biblioteche, si è scagliato in maniera iraconda contro la maggioranza del corpo docente italiano (testualmente dal lancio dellagenzia Agr): ”Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli – ha detto il Ministro per le Riforme – da gente che non viene dal nord. Il problema della scuola è molto sentito perchè tocca tutta la famiglia”. A sostegno della sua tesi, Bossi ha poi voluto citare un esempio: "E’ la verità – ha spiegato – un nostro ragazzo è stato ‘bastonato’ agli esami perchè aveva presentato una tesina sul federalista Carlo Cattaneo”. I docenti italiani, del centro, del sud e del nord per essere tali devono dichiarare innanzitutto di non avere precedenti penali, garanzia che non è gente avvezza a martorizzare gli altri, per quanto riguarda i ragazzi, prima di conoscere Cattaneo, dovrebbero saper fare di conto in maniera adeguata, conoscere la grammatica e le buone maniere, caratteristiche minime per essere dichiarati maturi, non basta avere un padre con importanti precedenti penali ed incarichi grossi, che designi il pargolo come proprio erede alla guida di un partito politico. Il dirigente della scuola dove il figlio di Bossi è stato bocciato ha precisato che la commissione è composta da tre docenti interni, tre esterni e un presidente, esterno anch’egli, ha anche detto don Gaetano Caracciolo rettore dellIstituto Bentivoglio di Tradate: Se proprio ci tenete, i tre interni sono settentrionali mentre per il resto la composizione è mista in tutti i sensi, ma i professori non hanno regione nè parte politica. Fanno il loro lavoro di educatori. E questo lo sa anche ogni cuore di papà". Se i professori del Sud non lavorassero al Nord le scuole delle zone dove vive Bossi sarebbero chiuse, da quelle parti la gente preferisce altri mestieri, la scuola evidentemente non attira. Eppure cè chi, bontà sua, definisce Bossi moderno: Bossi e la Lega, negli anni, hanno dimostrato di avere a cuore il cambiamento e la modernizzazione del Paese, ma, qualche volta, come accaduto oggi, le loro manifestazioni sconfinano". Cosi’ il vicecapogruppo vicario Pdl alla Camera, Italo Bocchino (uno che almeno non le parolacce non le dice), rileva che "ci sono principi inviolabili in politica, fra i quali l’unità nazionale ed i suoi simboli, compreso l’inno di Mameli". "Spero che la reazione di Italo Bocchino all’ulteriore oltraggio e alle inqualificabili espressioni di Bossi verso i simboli dell’unitaà della Repubblica apra una fase nuova da parte di tutto il centrodestra e dello stesso Presidente del Consiglio verso comportamenti assolutamente inaccettabili’, ha affermato il leader degli ulivisti Arturo Parisi. ‘Proprio nel momento nel quale viene auspicato un confronto e una riflessione sul federalismo – continua Parisi – all’interno di una Repubblica che federale non è, il rigore dei gesti e delle parole deve essere infatti più che mai massimo’. ‘Nessun confronto – aggiunge l’ex ministro della difesa – potrebbe infatti essere avviato con chi della unità della Repubblica avesse l’idea che oggi Bossi ha ancora una volta manifestata’. ‘Comportamenti che molti speravano legati ad una fase primordiale e goliardica del leghismo lungi dal costituire fatti episodici vanno invece negli ultimi tempi moltiplicandosi con sistematicita’, e per di più da parte di Ministri che alla unità della Repubblica hanno prestato solenne giuramento", conclude Parisi.
Salvatore Pizzo