16 casi di epatite A ad Aversa e dintorni, la colpa dei frutti di mare crudi

Nel territorio di competenza dell’Asl di Aversa sono 16 i nuovi casi di Epatite A, lo comunica in una nota la stessa Asl precisando che il dato si riferisce dal periodo che va dal mese di febbraio a oggi. Un “valore superiore rispetto all’atteso” dicono in Via Linguiti. Le persone ammalate sono prevalentemente giovani adulti fa sapere il servizio di epidemiologia diretto da Angelo D’Argenzio del Dipartimento di Prevenzione aziendale. Due le aree geografiche interessate: la prima è quella di Aversa e comuni limitrofi; la seconda è la zona del litorale domizio, in particolare nell’area di Mondragone e Castel Volturno. Il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, riconosciuta modalità con cui si può contrarre l’Epatite A, appare, al momento, l’ipotesi più verosimile di diffusione della malattia: la maggioranza degli ammalati, infatti, ha dichiarato di aver consumato l’alimento nelle settimane precedenti l’inizio dei sintomi. Tutti i casi segnalati finora hanno presentato condizioni cliniche tali da richiedere il ricovero ospedaliero. I servizi dedicati del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Aversa hanno intensificato gli opportuni controlli presso i rivenditori e, in particolare, presso eventuali punti di distribuzione e vendita dei frutti di mare non autorizzati, non tralasciando di verificare le altre rare, ma possibili modalità di trasmissione, quali eventuali fonti di acque di pozzo “contaminate”. Negli ultimi decenni, ogni 4-5 anni, nella nostra regione si è registrato un aumento dei casi di Epatite A – conferma il Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Pasquale Campanile Castaldo – quasi sempre causato dall’assunzione di frutti di mare non certificati, ingeriti crudi o poco cotti. E’ utile sottolineare, inoltre, – dichiara il Dott. D’Argenzio, epidemiologo della ASL – che la presenza di rifiuti domestici per le strade non è riconosciuta tra le possibili cause di diffusione di malattia, come numerose ricerche scientifiche italiane ed internazionali hanno sinora dimostrato. Nessun timore, dunque: il virus dell’epatite A non è né nell’aria e neanche nell’immondizia. Per evitare di contrarre l’Epatite A è necessario usare alcune semplici precauzioni: lavare accuratamente le mani prima e dopo il contatto con persone ammalate di Epatite A; acquistare frutti di mare di origine controllata, adeguatamente conservati in retino e non in “acqua”, presso le abituali rivendite autorizzate; consumare gli stessi dopo averli cotti bene ed a lungo; evitare l’acquisto o il consumo presso rivenditori “abusivi”; evitare di bere acqua di pozzo “non controllata”.

Di red